Fuoriclasse/ Fiera di S. Antonio, Modena si popola di colori.
È sempre divertente girovagare per le bancarelle alla ricerca dell’oggetto più improbabile; ci si sente un po’ come pirati alla ricerca del tesoro. Quest’anno l’oggetto vincitore potrebbe essere uno spremiagrumi in cui il frutto viene inserito intero, ancora con la buccia e tramite questo misterioso marchingegno, in un battibaleno ecco che esce un sano succo di frutta puramente homemade.
MODENA. Modena si popola di colori. Ogni anno, in occasione della fiera di sant’Antonio, le vie della città gremiscono di persone, oggetti strani, persone bizzarre, idee innovative. La fiera, però, si contende il primato con la più conosciuta fiera di san Geminiano del 31 Gennaio. Quest'ultima, parte da una posizione migliore, chiaramente, perché scuole, uffici e aziende rimangono chiusi in occasione della ricorrenza del santo patrono della nostra città. Ma nonostante questo, la fiera di sant’Antonio non si da per vinta e raggiunge comunque un’eccellente posizione.
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È sempre divertente girovagare per le bancarelle alla ricerca dell’oggetto più improbabile; ci si sente un po’ come pirati alla ricerca del tesoro. Quest’anno l’oggetto vincitore potrebbe essere uno spremiagrumi in cui il frutto viene inserito intero, ancora con la buccia e tramite questo misterioso marchingegno, in un battibaleno ecco che esce un sano succo di frutta puramente homemade.
A pari merito però, troviamo anche un simpatico modellino di mulino a vento, le cui pale sono mosse dall’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici installati su di esso. Un ottimo esempio di energia sostenibile, con cui i bambini possono giocare e imparare ad essere cittadini consapevoli. Il cibo partecipa ad un altro tipo di competizione: in questo caso la gara consiste nello stilare una classifica dei “must” culinari della fiera. Al primo posto vi è senz’altro la piadina con la salsiccia o la porchetta, che per i modenesi non passa mai di moda. Per quanto riguarda il secondo posto, invece, lasciamo libera scelta a tutti i cittadini.
La proposta, infatti, è talmente ampia da non poter premiare un unico concorrente. Ottimi candidati sono sicuramente, però, le frittelle, i bomboloni, le focacce, e i numerosi dolciumi. Ultimi, ma non per importanza, pezzi forti della fiera sono, come ogni anno, gli stand di coloro che pubblicizzano i propri prodotti tramite dimostrazioni pratiche. Dotati di microfono e tanta grinta, incantano decine e decine di persone ad ogni presentazione; pifferai magici del nostro secolo, sono da ammirare per la loro perseveranza e grande capacità persuasiva. C’è però un oggetto in particolare che cattura l’attenzione di ogni bambino e che è sicuramente uno dei “must” della categoria junior: è proprio lui signore e signori, l’enorme palloncino all’elio. Ebbene si, chi non vorrebbe in casa il palloncino di un maiale o di un Puffo grande quanto il proprio bambino? In ogni caso, la bellezza dei bambini è proprio questa: con un semplice palloncino riescono poi a creare un mondo intero di storie e avventure.
Questa fiera, dunque, offre attrazioni e intrattenimento per persone di tutte le età, unisce culture, usanze e storie, diventa punto d’incontro e condivisione, andando a costituire un elemento fondamentale della tradizione modenese.
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