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Fuoriclasse/ Quando il suono è... trap Losky canta il suo mondo «Anche questa è musica»

Kevin Bartucca e Filippo Tamburini
Fuoriclasse/ Quando il suono è... trap Losky canta il suo mondo «Anche questa è musica»

Schito racconta la sua prima esperienza sui palchi di provincia A marzo un album su Spotify e intanto su Youtube crescono i fan

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MODENA. Negli ultimi anni, grazie all’influenza americana, si è diffuso in Italia un nuovo genere musicale, la trap. A differenza del più conosciuto rap, la capacità di scrittura del cantante si fonde ad una sonorità più spinta che diventa anch’essa protagonista. Molto diffuso tra gli adolescenti, questo genere musicale scala le classifiche posizionandosi sempre più spesso nelle prime posizioni. Di fatti, molti ragazzi si stanno mettendo in gioco in questo nuovo ambito e, anche nella scena modenese, aumentano continuamente i giovani che si propongono come trapper. Tra questi c’è Lorenzo Schito, in arte Losky, un ragazzo di origini pugliesi cresciuto nella nostra città.

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Cosa ti ha spinto a fare musica?

Già all’età di 6 anni ero appassionato di musica, cosi ho iniziato a suonare la chitarra e successivamente il pianoforte. La conoscenza di questi strumenti mi è tutt’ora utile per comprendere a pieno la musica che faccio e la totalità del suono. Ho iniziato a scrivere le prime rime ai tempi delle medie ascoltando le prime uscite del rap italiano.

Da dove prendi ispirazione?

Dipende. Non ho un ispirazione fissa. Può essere un avvenimento, una persona o un oggetto. In poche parole ogni cosa può essere di illuminazione per me. - Quante canzoni hai scritto? Per adesso ne ho ultimate solo 60, di cui 18 si trovano online.

Quale tuo video ha ottenuto più visualizzazioni?

Il numero di visualizzazioni più alto l’ho avuto sul tributo a XXX Tentacion, un cantante americano morto l’anno scorso che per me è stato sempre di ispirazione. Per il momento l’ammontare di visualizzazioni è di 1200.

Quali sono i temi che affronti nei tuoi brani?

In primo luogo mi piace descrivere la società nella quale vivo, dire quello che va e che non va. In molte mie canzoni mi concentro soprattutto sul rappresentare il mondo che mi circonda.

Hai intenzione di produrre qualche album?

Si ne sto per produrre due. Uno si troverà su Spotify, verrà lanciato entro marzo; l’album comprenderà 12 tracce. L’altro invece verrà pubblicato su YouTube, con 8 mixtape su tracce americane. Ho impiegato circa un anno a mettere in ordine tutte le basi delle canzoni.

Come pensi che le persone possano arrivare ai tuoi messaggi?

Nei mei testi racconto le esperienze che più mi hanno formato e della mia visione della società, è chiaro che ognuno ha il proprio punto di vista e le proprie idee, quindi esprimendo i concetti in maniera diretta lascio che i messaggi arrivino agli ascoltatori e che siano frutto della loro libera interpretazione. 

Hai intenzione di collaborare con altri artisti?

Per quanto riguarda il mixtape intendo collaborare con artisti modenesi, molti dei quali amici conosciuti in studio. Gli artisti con cui collaborerò ritengo siano quelli più forti nella nostra scena. Inoltre, grazie al mio manager, sono riuscito a mettermi in contatto con Laioung, con il quale potrebbe nascere un feat veramente interessante e sarebbe un’occasione per farmi conoscere dal grande pubblico. Una seconda opportunità importante potrebbe arrivare da Roma, in quanto sono in contatto con il manager di Mambolosco, trapper ormai noto nella scena italiana e sempre in classifica. Son molto fortunato ad aver ottenuto questi contatti; a Modena è difficile emergere dato che la cultura hip hop, in generale, e trap specialmente, è molto poco sviluppata. 

Per concludere quale messaggio vuoi lanciare?

Ritengo che oggi l’approccio alla musica sia cambiato, e non sempre in meglio, anzi sembra che conti più apparire che essere. Il problema è che se non appari di conseguenza non ti ascoltano, quindi ho dovuto cambiare stile e dopo poco tempo mi è veramente iniziato a piacere. Il messaggio che voglio lanciare è proprio quello di liberarsi da questi concetti, essere più aperti ad altri generi e ad altri cantanti che non sono i vostri preferiti.

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