Gazzetta di Modena

Modena

Fuoriclasse/ Volete diventare un’opera d’arte? Tuffatevi negli anni Sessanta

Chiara Mattioli
Fuoriclasse/ Volete diventare un’opera d’arte? Tuffatevi negli anni Sessanta

È in corso al Palazzo dei Musei “Io sono una poesia” che racconta un periodo rivoluzionario Seguendo una linea del tempo si spazia da “Il Dondolo” di Leonardi allo Snoopy che fece storia 

2 MINUTI DI LETTURA







Un ragazzo con appeso al collo un cartello che recita “Io sono una poesia” e, sul retro “per leggermi prendi le bolle di sapone”. Questa fotografia in bianco e nero di Piero Manzoni, scattata a Fiumalbo nell’estate 1967, cinquant’anni più tardi dà il titolo alla mostra modenese ospitata al Palazzo dei Musei fino al 5 maggio 2019.

Un grande sogno, quello degli anni Sessanta, la volontà di uscire dagli schemi, di fondere insieme diversi tipi di arte, mescolandoli con un unico obiettivo: eliminare il divario da sempre presente tra l’opera d’arte, l’artista e l’osservatore. Il fulcro dell’esposizione è dunque l’ “Omaggio a Piero Manzoni”, una zona circolare al centro della prima sala che spiega: “Entra nel cerchio e diventerai un’opera d’arte permanente”. Sembrerebbe quasi possibile o forse lo è davvero, ma prima di poter comprendere a pieno questa affermazione occorre immergersi completamente nelle opere esposte. Si tratta di uno spaccato della produzione artistica degli anni Sessanta tra le province di Modena e Reggio Emilia con molti inediti. Arte a 360 gradi, dalla pittura alla scultura, all’architettura alla fotografia, al design, senza dimenticarsi della musica e del teatro.

Il “fil rouge” è una linea del tempo, apparentemente un espediente semplice, ma totalmente necessario e funzionale alla visita della mostra. La prima sala, il cui centro è l’ “Omaggio a Piero Manzoni”, parte dall’onda rivoluzionaria e culmina con l’inizio dei nuovi intrecci tra diverse espressioni artistiche: così si arriva a “Il dondolo” di Cesare Leonardi, opera di design, che pochi anni dopo la sua realizzazione entra a far parte del catalogo del Moma di New York.

La seconda sala della mostra è quella “psichedelica”: teatro, libri, discoteche, tanto che ci si può tuffare nel vecchio Snoopy. Il nuovo con la “n” maiuscola si è diffuso in tutti i campi, gli stimoli si moltiplicano e l’esposizione mostra come l’energia degli anni Sessanta sia arrivata fino ad oggi con la stessa potenza. Le opere sono attuali e il loro dinamismo arriva dritto all’osservatore, che in seguito alla visita si sente come investito da una spinta di vitalità, si sente poesia. —





Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google