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Fuoriclasse/ I medici dell’emergenza e le scelte che salvano vite «Non si può improvvisare»

Amelia Zanni Giada Pandolfo
Fuoriclasse/ I medici dell’emergenza e le scelte che salvano vite «Non si può improvvisare»

Antonio Luciani è direttore della struttura di Pronto Soccorso Emergenza Urgenza al Policlinico «Sincerità, fermezza e ordine sono i capisaldi di una professione molto delicata e difficile»

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Squilla un telefono. Anche nella tranquillità non si abbassa mai l’attenzione. La prontezza e la fermezza dei dottori e degli infermieri potrebbe salvare una vita umana. Antonio Luciani, direttore della Struttura Complessa di Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza del Policlinico, ci ha condotto alla scoperta della sua professione.

Qual è il comportamento corretto da utilizzare in caso di emergenza?

«Nelle condizioni di emergenza estrema, in cui i parametri vitali del malato sono critici, la cosa principale a cui pensare è la sopravvivenza del paziente. Ci sono delle regole standard a cui ci si deve attenere. Gli psichiatri hanno denotato due tipologie di comportamento da usare in caso di emergenza: gentilezza e fermezza. Gentilezza in quanto il paziente non deve assolutamente sentirsi inferiore al dottore. Fermezza perché il medico deve essere sincero e trasmettere sicurezza in ciò che sta facendo. I medici troppo buoni non hanno efficienza. In questo modo si instaura un rapporto di fiducia e professionalità tra medico e paziente».

Cosa migliorerebbe nel pronto soccorso?

«Il pronto soccorso di Modena è un’organizzazione particolarmente efficiente. Cose da migliorare ce ne sono sempre ovunque. La medicina oggi soffre in generale la mancanza di medici, il cui numero è inferiore al fabbisogno. Il pronto soccorso e le altre specializzazioni anche all’interno dell’ospedale soffriranno di questa mancanza perchè in futuro il ricambio generazionale sarà un problema: il test di medicina così come è pensato non aiuta».

Cosa accade se due medici si trovano in disaccordo davanti a un paziente?

«Non può succedere. C’è sempre un team leader, cioè un medico di grado superiore, a cui spetta la responsabilità della decisione finale. È sempre essenziale per il bene del paziente seguire delle regole standard: l’ordine, all'interno di un'organizzazione come questa, è fondamentale. Come lo è il mantenimento di un comportamento unitario che faccia funzionare il team».

Come vi ponete davanti alla possibilità di errore?

«Se avessi fatto A al posto di B forse il paziente ora sarebbe vivo... Ce lo chiediamo, fa parte del lavoro. Per ridurre il rischio dobbiamo sempre fare due cose: seguire le procedure e trattare tutti i pazienti allo stesso modo». —



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