Fuoriclasse/ L'architetto Katia Valli. "Così trasformeremo in teatro l'ex- Enel
Sono iniziati i lavori per la riqualificazione della zona ex Amcm di Modena. In particolare, il progetto del rinnovo dell’ex sede dell’Enel è stato affidato all’architetto Katia Valli.
Sono iniziati i lavori per la riqualificazione della zona ex Amcm di Modena. In particolare, il progetto del rinnovo dell’ex sede dell’Enel è stato affidato all’architetto Katia Valli.
Architetto, quali cambiamenti e quali innovazioni si dovranno aspettare i cittadini? In che cosa consiste il progetto che Lei ha proposto?
“Il progetto prevede la realizzazione di due teatri separati da un foyer centrale. Nella parte più grande verrà ricreato il palco del teatro grande, mentre la parte opposta, ovvero la parte alta, sarà destinata al teatro piccolo. Inoltre, il gioco di luci dovuta alla magnifica finestratura della parte alta mi ha stimolato nella progettazione di un ristorante. La parte piana del tetto sarà resa accessibile e calpestabile così da poterla utilizzare come terrazza del ristorante. Quindi a destra avremo il teatro grande, mentre a sinistra il teatro piccolo e il ristorante.”
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30017202:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/fuori-classe/fuoriclasse-i-ragazzi-della-5-cl-muratori-san-carlo-cosi-l-ex-enel-diventera-un-teatro/108953/109560]]
Da dove è nata l’idea del progetto?
“La commissione del teatro è arrivata dal comune. Dovendo mantenere la struttura originale dell’edificio, ho deciso di utilizzarla dividendola in due teatri. È stata soprattutto una sfida progettuale per quel che riguarda la sismica. Infatti la legge della sismica impone delle strutture pesantissime, perciò è stata necessaria la collaborazione con un gruppo di ingegneri per rendere più leggera e più gradevole tutta la struttura.”
Perché è stato scelto questo luogo per l’apertura del teatro?
“Prima qui c’era l’ex Amcm, quando fu spostata in una nuove sede, restò tutta una serie di edifici di archeologia industriale dismessi. Dopo circa 20/30 anni, si creò un piano regolatore secondo il quale il progetto destinatosi avrà una valenza culturale, quindi in principio si pensava ad un cinema multisala o a residenze universitarie. Nell’ultima versione si è deciso di mettere due teatri compresa anche la sede dell’ERT, quindi non abitazioni ma edifici pubblici.”
Quanto tempo sarà necessario, secondo Lei, per completare il lavoro?
“Occorreranno 18 mesi per completare la prima metà, quindi entro due anni sarà pronto un teatro. Nonostante si debbano aspettare altri finanziamenti per procedere con la creazione del secondo teatro, il primo sarà già agibile, infatti i teatri sono indipendenti l’uno dall’altro. Sarà agibile anche il ristorante, mentre per vedere l’intero complesso completo bisognerà aspettare più tempo.”
Quale sarà il futuro del vecchio teatro delle passioni e del cinema estivo?
“Il vecchio teatro delle passioni sarà destinato alla zona commerciale che comprende altre strutture, mentre il cinema estivo rimane com’è.”
Cosa prevede il progetto per il parcheggio che oggi occupa la piazza?
“Dove adesso c’è il parcheggio, verrà realizzato un parcheggio seminterrato: si scaverà un mezzo piano e, di conseguenza, verrà realizzata una piazza semi-rialzata. Secondo i disegni attuali, la piazza dovrebbe probabilmente scendere verso l’entrata del teatro così da formare una sorta di anfiteatro “naturale”, utilizzabile anche per eventi all’aperto.”
Ma il ragionamento sui posti auto della zona non riguarda solo l’ex Enel, ma l’intero comparto ex Amcm, come puntualizza il dirigente Roberto Pieri.
“Ogni costruzione prevede un numero posti auto obbligatori: i posti di parcheggio di pertinenza necessari sono proporzionati al tipo di attività. Per legge non si può assolutamente progettare nulla senza prevedere tutte le norme di urbanizzazione primaria e secondaria, tra le quali la percentuale di verde in metri quadrati e il numero dei parcheggi.”
Per Lei, Dirigente, quali sono le aspettative future?
“Si otterrà un polo culturale attuo ad ospitare arti visive e performative. L’intenzione è questa e i progetti hanno questo indirizzo, l’importante è capire che quando ci si dedica a questo tipo progettazione è che non ci si limita solo ad una realizzazione architettonica, bisogna coordinarsi con chi ne sa di impianti, con chi ne sa di strutture, con chi ne sa di acustica: non è edilizia semplice. Tutti i lavori, le prove e le verifiche saranno fatti per garantire un nuovo centro per la cultura a Modena.”
Emma Bellentani
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
