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l’assessore regionale modenese 

Mezzetti lancia Energie Nove «Partito? No, un laboratorio»

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La Cultura fa politica. Non ha intenzione, almeno per ora, di farsi soggetto politico, partito o lista, per partecipare alle prossime tornate elettorali (mancano pochi mesi alle regionali), ma nel dibattito politico ci vuole stare. Così l'assessore alla Cultura dell'Emilia-Romagna, il modenese Massimo Mezzetti presenta "Energie nove", l'associazione che punta a riunire il polverizzato mondo culturale emiliano-romagnolo, «la cui caratteristica è stata a lungo quella dell'invidualismo e della concorrenza». La scelta del nome dell'associazione è tutto fuorchè casuale. Innanzitutto rimanda a «Energie nove», la rivista fondata a Torino da Piero Gobetti nel 1918, dove si teorizzava lo stretto legame tra cultura e politica. Poi, ci sono i riferimenti all'articolo 9 della costituzione, alle nove province dell'Emilia-Romagna, persino alla Via Emilia, la strada statale numero '9'». «È ora di mettersi insieme e condividere i valori e le conquiste fatte in questi anni, per dare valore alla cultura, visto che la maggior parte dei partiti, che siano di destra, sinistra o centro, se ne frega. La nostra è una ribellione del cervello contro il dominio delle viscere», dice Mezzetti, presentando l'associazione sabato a Bologna. «L'associazione avrà presidi in tutte le province. Ne faremo un partito? Ci vuole molto di più di quello che siamo. Vogliamo essere un laboratorio di idee, pensare ad altro è prematuro. Certo, se la cultura riuscisse a dar vita a un partito sarebbe straordinario, quindi non mettiamo limiti alla provvidenza», aggiunge l'assessore. —

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