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Pavullo, don Roberto celebra la messa con l’inseparabile cane Wood

Daniele Montanari
Pavullo, don Roberto celebra la messa con l’inseparabile cane Wood

Durante  la benedizione degli animali il parroco ha avuto la compagnia dietro all'altare di un pastore tedesco

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PAVULLO. Capita di trovare dei cagnolini che in chiesa assistono alla messa vicino ai loro padroni comportandosi tutto sommato bene, nonostante la folla. Ma un bel pastore tedesco di 50 chili che segue compostamente la celebrazione da dietro l'altare è cosa abbastanza rara. . È accaduto domenica mattina a Gaiato, per la tradizionale festa di sant'Antonio Abate che ha visto accorrere centinaia di persone (250 circa) per la messa delle 10 (animata dai cori di Camatta e Frassineti) seguita dalla benedizione degli animali: alcuni sono entrati in chiesa (cani, gatti, conigli...), altri data la stazza (capre, asini, cavalli) hanno pazientemente atteso fuori l'uscita del parroco don Roberto. Che ha celebrato appunto con dietro, legato alla colonna dell'altare maggiore, in gran spolvero con fiocchetto rosso, il suo inseparabile Wood, pastore tedesco di due anni e mezzo che lo segue dappertutto ed è conosciuto da tutti ormai a Pavullo per il suo carattere buono e giocherellone: impazzisce per il lancio della pallina, in particolare.

«Ma sì, devo dire che si è comportato abbastanza bene – sottolinea il don – qualche guaito ogni tanto perché vedeva gli altri cani, ma non ha disturbato. Era naturale portarlo a una celebrazione dedicata agli animali: se avessi avuto la gabbietta, portavo anche il mio pappagallo».

Il don si è visto recapitare in canonica il piccolo Wood, da alcuni amici, il 19 dicembre 2016, col “trucco”: «Mi avevano chiesto se lo potevo tenere per due settimane e ho detto di sì – ricorda il parroco – poi quando a Natale mi hanno mandato un fiocco con la scritta “il regalo ce l'hai già” ho capito che mi avevano fregato. È stato un bellissimo regalo invece: per me quella di Wood è diventata una presenza insostituibile. Condividiamo la canonica, perché vive e dorme dentro: gli piacciono le coccole, ma capisce quando devo uscire e sa aspettare buono senza far troppi disastri. Poi, quando si può, facciamo delle gran passeggiate per campi e boschi, e lì si esalta tantissimo. È una compagnia e un grande arricchimento di relazione. Io credo che gli animali debbano essere questo per noi, e l'ho detto domenica a messa: l'affetto che proviamo per i nostri amici a quattrozampe non deve essere qualcosa in cui chiuderci trascurando poi le persone, ma un elemento che arricchisce le relazioni della quotidianità». — D.M.

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