Scontri in Redecocca Chiesto il processo per un poliziotto e undici autonomi
È l’agente che colpì col manganello una ragazza a un occhio I due agenti feriti in Circoscrizione saranno parte civile
Scontri in piazzale Redecocca dopo gli sgomberi dei palazzi occupati: ieri mattina all’udienza preliminare sono stati richiesti 11 rinvii a giudizio dal pm Katia Marino: 10 per i manifestanti e anche per l’agente della polizia che ha manganellato una minorenne provocandole una grave lesione all’occhio destro.
E proprio per la ragazza, ora parte civile assistita dall’avvocato Tatiana Boni, una perizia medica comproverebbe una lesione permanente all’occhio colpito.
Sono parti civili anche i due agenti feriti dai manifestanti (assistiti dagli avvocati Irene Casto e Giacomo Sanlej). Una manifestante andrà a giudizio abbreviato.
È stata un’udienza abbastanza breve, terminata col rinvio al 15 aprile della complessa questione degli scontri del maggio 2016 successivi allo sgombero della ex caserma dei carabinieri in via Sant’Eufemia e del palazzo di via Bonacorsa (gestito dalla casa circondariale): quella mattina numerose famiglie occupanti, aiutate dallo Sportello La Rage del Guernica, furono portate in strada coi loro beni e “accompagnate” ai servizi sociali di piazzale Redecocca, nel palazzo della Circoscrizione Centro Storico.
La tensione che si era creata al momento dell’irruzione in via Sant’Eufemia si era concretizzata prima in una manifestazione intorno al cordone di polizia alla quale hanno preso parte sia gli autonomi del Guernica che alcuni manifestanti per conto proprio, poi è aumentata con un corteo verso piazzale Redecocca. L’obiettivo era di salire agli uffici dei Servizi Sociali e discutere il destino delle famiglie sgomberate.
Corteo non autorizzato: è uno dei capi di imputazione per tutti e dodici gli imputati. Ma davanti all’ingresso della circoscrizione, sulle scalinate, sono accaduti due distinti episodi, in ogni caso concatenati, che ora sono al vaglio del giudice delle udienze preliminari Andrea Romito. Innanzitutto il pestaggio con un manganello di una ragazza 15enne; manganello che, secondo testimoni, sarebbe stato impugnato in modo non conforme al regolamento e che ha colpito la giovane nel sopracciglio procurandole una grave lesione che ha necessitato un intervento chirurgico e, stando a una perizia di parte, una lesione permanente. L’agente, difeso dall’avvocato Cosimo Zaccaria, è imputato per lesioni gravissime ma anche per lesioni gravi nei confronti dei colpi assestati a un altro manifestante.
Sono invece otto gli autonomi del Guernica e i manifestanti imputati per aver picchiato i due agenti rimasti feriti poco dopo l’episodio della ragazza ferita. In quel caso otto manifestanti, secondo le indagini successive, malmenarono gli agenti per cercare di entrare; seguirono cariche per disperderli.
Sono tutti accusati di lesioni aggravate a pubblico ufficiale oltre che di resistenza. E di resistenza a pubblico ufficiale (oltre per il corteo non autorizzato) sono accusati tutti e dodici, compresa la giovane modenese, assistita dall’avvocato Daniela Goldoni, che ha ottenuto il processo con rito abbreviato. Come si vede, la scelta generale - di autonomi e agente - è di andare verso il processo: un unico processo per posizioni contrapposte. —
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