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inchiesta appalti in municipio  

Bellelli e l’avviso di garanzia al dirigente «Pronti a tutelare l’immagine del Comune»

Serena Arbizzi

Bufera su Tartari, dirigente dell’assessorato Cultura. L’inchiesta mira a scoprire se ci sono stati favori per ottenere voti

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L’arrivo dell’avviso di garanzia al dirigente Diego Tartari, lunedì mattina, si è riversato come una doccia fredda in Comune, malgrado il provvedimento fosse atteso. Ieri mattina il dirigente era al lavoro alla sede dell’assessorato alla Cultura, al Palazzo della Pieve, dove da qualche settimana la speranza è quella che le indagini possano presto fare chiarezza e che si ritorni alla serenità.

Dopo la notizia dell’invito all’interrogatorio di sabato per Tartari, interviene il sindaco Alberto Bellelli: «Desidero in primo luogo ringraziare la Procura della Repubblica di Modena per il rispetto dei tempi con quali sta portando avanti l’indagine. In merito alle indiscrezioni apparse ribadisco nuovamente che, qualora fossero confermate, attiveremo tutte le procedure per tutelare l’immagine dell’amministrazione comunale. Nell’immediato il Comune interverrà nel procedimento penale in corso attraverso il proprio legale di fiducia a tutela degli interessi dell’ente, persona offesa dai reati per cui si procede».

Il primo cittadino commenta anche il capo d’accusa a carico di Tartari, relativo all’articolo 86 del Dpr 570 del 1960, riferito al cosiddetto “voto di scambio. «Rispetto al paventato reato di ‘voto di scambio’, se provato, si tratterebbe di un fatto gravissimo in relazione al quale all’esito degli accertamenti della Magistratura non esiterò ad assumere le scelte conseguenti sentendomi parte lesa, assieme a tutta la comunità» prosegue Bellelli. Un atteggiamento ancora cauto, dunque, considerato che da parte di Tartari non è arrivata comunicazione ufficiale al Comune sull’invito all’interrogatorio. Sul caso interviene anche il Pd carpigiano che manifesta profonda preoccupazione, soprattutto relativamente al “voto di scambio”.

«Particolarmente grave, ci sembra, l’ipotesi di “voto di scambio”, pratica in netto contrasto con i valori fondativi del Partito Democratico - affermano dal partito - Sarà il prosieguo dell’indagine naturalmente a chiarirne i reali contorni. È certo che se qualcuno ha sbagliato dovrà risponderne personalmente e nei confronti della nostra comunità: se l’ipotesi dovesse essere dimostrata il Pd si sentirebbe, infatti, danneggiato assieme alla città. Auspichiamo che venga fatta chiarezza al più presto» spiega il Pd.

NOTTE BIANCA E JERSEY

Le ipotesi di reato a carico del dirigente sono: tentata truffa, voto di scambio e turbativa d’asta. Quest’ultima accusa è riferita a due episodi: il Capodanno, poi saltato, e la manifestazione “Notte di fine estate” svoltasi l’8 settembre scorso. La truffa, secondo le ipotesi investigative, è legata al fatto che il dirigente avrebbe fatto rimborsare ad alcune aziende le spese legate alla sicurezza: ad esempio per il collocamento di jersey o plinti, base su cui sono posizionati i pilastri. Spese che non avrebbero sostenuto, dal momento che il Comune ha provveduto in prima persona a trasportare e posizionare i jersey. Prestazioni, queste due, non previste dal bando in cui il Comune si limitava soltanto a mettere a disposizione i jersey.

IL FILO CON LA DIOCESI

L’ipotesi di reato riguardante il “voto di scambio” in concorso è una lente d’ingrandimento sui rapporti fra Diocesi e assessore alla Cultura. Gli inquirenti ipotizzano, infatti, che Tartari si sarebbe prestato a finanziare con soldi pubblici il concerto delle fontane danzanti, poi annullato, per il ritorno della statua dell’Assunta in Cattedrale. Questo, sempre secondo le ipotesi investigative, per ottenere in cambio l’appoggio attraverso eventuali voti dagli ambienti cattolici in vista della candidatura di Morelli alle amministrative. —

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