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Ferrari torna il marchio più “forte” al mondo

Ferrari torna il marchio più “forte” al mondo

«Ha un livello di riconoscimento indiscusso per design e innovazione» Il Cavallino Rampante supera McDonald’s, Coca-Cola, Lego e Disney

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Con un punteggio di 94,8 punti su 100, in miglioramento dai 91,5 punti della passata edizione, Ferrari si presenta come il «brand più forte del mondo», davanti a McDonald’s, Coca-Cola, Lego e Disney.

È quanto emerge dalla classifica stilata da Brand Finance sulla base degli investimenti in marketing, dei risultati economici e del patrimonio netto. Il Cavallino Rampante riconquista così il titolo che aveva già detenuto nel 2014. La casa di Maranello non è comunque l’unica trionfatrice del nuovo rapporto Brand Finance Global 500, che sarà illustrato al World Economic Forum di Davos, in Svizzera.

Amazon difende infatti la sua posizione dal punto di vista del valore del marchio, con una crescita del 25% a 187,9 miliardi di dollari, davanti a Apple e Google, rispettivamente secondo e terzo.

«Come primo produttore al mondo di auto di lusso, Ferrari ha un livello di riconoscimento indiscusso per design e innovazione», ha commentato Massimo Pizzo, che guida Brand Finance in Italia.

«Il logo del Cavallino è il simbolo perfetto della forza e della vitalità del brand che ha recentemente pianificato nuovi modelli ed è in grado di estendersi al di fuori del settore auto».

Scalando ben 78 posizioni nella classifica dei brand ordinati per valore economico, Poste ha performato molto meglio di tutti gli altri brand italiani. La forte crescita di Poste è dovuta soprattutto alla buona reputazione presso chi acquista prodotti assicurativi, al dinamismo in soluzioni come Postepay e alla conseguente buona prospettiva di crescita.

«I brand italiani in classifica sono sempre molto pochi, anche quest'anno sono solo nove. Questo dipende dal fatto che la Global 500 premia i brand in grado produrre maggiore valore economico assoluto (e quindi brand molto efficaci, ma di piccole e medie dimensione, difficilmente entrano in classifica). D'altra parte, la dimensione medio piccola delle imprese italiane dipende - oltre che dalla difficoltà di fare business e dalla scarsa voglia di rinunciare a parte dell'indipendenza - anche dalla strategia di marketing mix poco efficace nel rendere il brand unico e quindi diverso dai competitor».

Per Pizzo, «le eccellenze in Italia non mancano, soprattutto nei settori in cui siamo leader, ma la maggior parte delle imprese italiane sottovalutano l'importanza della propria immagine, troppo associata alla pubblicità e troppo poco associata all'esperienza complessiva dei clienti, per i quali la sola qualità del prodotto non è abbastanza». —

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