Modena, controlli di vicinato a Lesignana, coro di lamentele dei residenti
La vicecomandante della municipale e un ispettore assediati dalle domande «Se trovo un ladro in casa posso picchiarlo?». «Fate segnalazioni precise»
MODENA. Furti in casa, spaccio, inciviltà. Lesignana ieri sera ha presentato il conto alla Polizia Municipale. La vicecomandante Patrizia Gambarini è intervenuta nella sede dell’Arci inaugurata proprio ieri per presentare il controllo di vicinato, progetto che ha già radunato più di 1.300 cittadini modenesi.
L’assemblea è stata anticipata dalla distribuzione di dépliant sul progetto e sulle indicazioni per evitare furti e borseggi. Prima dell’inizio, alcuni residenti discutevano dei problemi nella frazione.
I malumori sono esplosi una volta che la vicecomandante ha dato loro la parola, esaurita la presentazione.
«Lei ha tante belle parole, ma noi non possiamo fare niente», ha commentato un cittadino. Il residente ha domandato se «qualcuno entra in casa mia e ruba lo posso picchiare?». «Non è necessario», la prima risposta di Gambarini, che più avanti ha articolato: «L’altra sera c’erano ladri in una casa. Hanno chiamato e siamo intervenuti noi. Hanno fatto benissimo, non bisogna rischiare».
Parole che non hanno rassicurato più di tanto i cittadini, spossati da un clima d’insicurezza. «Non si viene a denunciare perché ci si sente presi in giro – ha aggiunto un residente – perché si perdono tre ore per avere un foglio in mano prima di scoprire di essersi dimenticati qualcosa e dover tornare a denunciare, venendo trattati come un fastidio». «La giustizia sarà lenta, ma arriva», ha rassicurato Gambarini.
«Il ritorno non c’è – ha ribattuto il residente – perché le persone dicono “Ci hanno fregato una sera, tagliando l’inferriata, ma va bene”. Ho subito tre furti e non mi è mai tornato indietro niente».
«Tanta gente s’è armata, andando al poligono», ha incalzato un residente, specificando poco dopo che «noi a difenderci in casa ci prendiamo sotto perché bisogna sapersi difendere». «Non bisogna prendere a sprangate i ladri, ma chiamare le forze dell’ordine», la replica della vicecomandante.
Un 85enne ha raccontato due episodi d’inciviltà nella frazione e ha segnalato una situazione di «spaccio di droga». «Segnali il caso concreto all’ispettore Busi», la risposta di Gambarini. Segnalazioni qualificate sono i mattoncini con cui la vicecomandante ha esortato i cittadini a rapportarsi con la Polizia Municipale tramite il controllo di vicinato. Fermo restando che per le emergenze occorre chiamare il 112, Gambarini ha spiegato che informazioni precise su fenomeni frequenti (rispondendo a semplici domande quali: Chi? Cosa? Dove? Quando?) permettono alle forze dell’ordine di operare meglio. In caso contrario, «le informazioni sono inutili e fanno perdere tempo».
«Segnalate le persone sospette e come sono vestite – ha ripreso l’ispettore Franco Busi – la loro altezza e la loro fisionomia. Le macchine che ripassano agli stessi orari, si fermano e spengono le luci, il modello e la targa. Se vedete qualcuno che si arrampica su una grondaia, chiamate il 112». In più occasioni, la vicecomandante ha specificato che «non chiediamo di fare volontariato ai cittadini» e nemmeno «di essere eroi».
Quanto è richiesto ai controllori di vicinato è «semplicemente acuire la sensibilità di conoscenza di chi è presente nel», come specificato.
Due i cartelloni con la scritta “Controllo di vicinato” attesi all’inizio e alla fine di Lesignana. Sarà possibile anche appenderli anche negli appartamenti dei privati. «Hanno un piccolo effetto deterrente – ha ammesso la vicecomandante – ma serve a ricordare a noi stessi che lavoriamo congiuntamente a un progetto che può portare risultati». —
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