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dopo il crac della società proprietaria 

Oggi l’asta di tredici appartamenti dello storico Palazzo Gandolfi

Serena Arbizzi

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Una volta era la sede della scuola “Sacro Cuore”. Oggi è sede di alloggi prestigiosi che saranno messi all’asta, a Roma.

Palazzo Gandolfi, in via Ciro Menotti, sarà al centro di un’asta che si compone di 13 unità immobiliari. Il palazzo è finito al centro della cronaca, negli ultimi anni, per alcuni problemi legati al mancato pagamento delle spese condominiali.

La proprietà degli appartamenti è in capo a più soggetti: gli alloggi che saranno messi in vendita oggi appartengono a una società romana dichiarata fallita.

«Gli appartamenti in questione si suddividono su quattro scale - spiega l’agente immobiliare Andrea Ballato, che si occupa della vendita - Per partecipare, insieme alla propria offerta, occorre depositare un assegno pari al 10% del prezzo che si intende offrire e che sarà restituito in caso di non aggiudicazione. Mentre sarà imputato al saldo del prezzo in caso di aggiudicazione. Per saldare ci sono 120 giorni e poiché non vi sarà "decreto di trasferimento” (atto che solitamente emette il giudice) per il passaggio di proprietà, le spese accessorie saranno quelle convenzionali da rogito. I rilanci minimi in sede di gara sono di 10mila euro Essendo una società fallita, l’imposta d’acquisto sarà Iva e non quella di registro. Si può partecipare all’asta, recandosi direttamente presso il notaio banditore di Roma, oppure per via telematica attraverso i notai periferici iscritti alla Rete aste notarili. Negli anni si è accumulata una cifra importante di spese condominiali arretrate per buona parte pagata dai condomini. Per chi si aggiudicherà l’immobile la procedura prevede che le spese arretrate dell’immobile stesso siano a carico della procedura fallimentare, non del compratore» conclude Ballato.

La storia dell’immobile affonda le sue radici al secolo scorso. Era, infatti, il 1902, quando la contessa Lucia, vedova del conte Gaetano Tarabini, donò con disposizione testamentaria palazzo Gandolfi.

Lo scopo della donazione fatta dalla contessa era lo spostamento della scuola materna ed elementare: le suore della carità vi trasferirono, quindi la loro scuola, intitolata nel 1928 a San Vincenzo de’ Paoli. La denominazione “Sacro Cuore”, oggi conosciuta da tutti, arrivò più avanti, nel 1956.

L’istituto scolastico è rimasto in via Ciro Menotti fino al 1998, per poi trasferirsi smpre in centro. —

Serena Arbizzi

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