Modena, perseguita i genitori e tutto il condominio: patteggia 18 mesi
Il giovane a Cittanova ha reso un inferno la vita quotidiana dei genitori e ai vicini del suo condominio, ma con la droga giura di aver chiuso: è in cura al Sert. E il giudice deve averne tenuto conto
Ha reso un inferno la vita quotidiana dei genitori e anche di tutti i vicini del suo condominio, ma con la droga giura di aver chiuso e anzi ora è in cura al Sert. Per questo il giudice ieri ha voluto dargli fiducia e ha accolto a richiesta di patteggiamento di un anno e sei mesi, pena sospesa, a patto che si inserisca in una comunità terapeutica per un recupero che porti a una vita diversa e a un sollievo per chi gli sta intorno.
È terminato così ieri mattina davanti al giudice Paola Losavio, l’udienza per un modenese 43enne che un anno fa era balzato alla cronaca come stalker sia dei familiari (i genitori e un fratello) che del vicinato, un condominio di Cittanova. E che fosse più che molesto lo dimostrano le venti e più denunce del vicinato più quelle dei familiari. Urla, offese, intemperanze, escandescenze, pattume gettato dall’alto in cortile e ogni sorta di angheria e vendetta. Faceva di tutto per spaventare e ingenerare paura in chi gli stava intorno. Era un tossicomane dedito a cocaina e cannabis e inoltre prendeva anche psicofarmaci.
Per procurarsi la droga non perdeva tempo coi genitori. Li esasperava per farsi dare soldi per la droga con strilla, offese e minacce. I vicini erano costretti a sentire le sue piazzate e ogni volta che provavano a spiegargli che esistono regole di convivenza comune andava fuori di sé e prendeva di mira chi aveva osato criticarlo. Così ha collezionato più di venti denunce.
L’anno scorso in marzo, dopo un anno di inferno, è stato messo agli arresti domiciliari. Ma per lui dover restare chiuso in quella casa significava essere costretto a convivere coi genitori e i vicini che lo esasperavano. Poi è finito in carcere dove è rimasto per mesi e infine è tornato ai domiciliari. Ma questa volta aveva un progetto diverso che interessava la sua vita. Stanco dei problemi di droga, ha cercato di mettersi in cura al Sert per un programma di disintossicazione. Il suo impegno deve essere stato visibile anche ai genitori che alla fine gli hanno dato nuovamente fiducia ritirando e querele contro di lui. Il suo difensore, l’avvocato Simone Agnoletto, ha fatto il resto con il pm e il giudice facendo sì che fosse accolto il patteggiamento per tutte le sue persecuzioni: comportamenti sbagliati che si spera siano legati al passato. —
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