Maxi discarica in zona alluvionabile Blitz del ministero che chiede certezze
Oltre 250 persone all’assemblea contro il piano di Feronia Agricoltori mobilitati: sabato sfileranno in centro sui trattori
FINALE. La mobilitazione è stata massiccia alla pari di quella che già si era vista sotto gli uffici di Arpae nell’ultima riunione che avrebbe dovuto autorizzare l’ampliamento della maxi di scarica. E anche martedì sera c’erano tanti finalesi - oltre 250 - all’assemblea convocata dall’osservatorio civico “Ora tocca a noi” per organizzare forme di mobilitazione anche in vista della prossima assemblea della Conferenza dei Servizi, convocata mercoledì 30.
Il nullaosta tecnico definitivo è subordinato ad un’ultima incognita: il rischio idrogeologico che incombe sull’area della discarica. La zona degli Obici, nell’alluvione del 1982, fu quella che più venne travolta. Feronia ha proposto di aggirare il problema innalzando una barriera di tre metri, ma un recente studio dell’Università di Parma - finanziato anche con fondi della Regione - ha evidenziato il rischio ad un livello ancora più elevato. La Conferenza dei Servizi ha quindi chiesto un approfondimento all’Agenzia Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e la protezione civile, assente nella riunione del 17 gennaio.
Ma lo studio universitario è stato inviato dal sindaco Sandro Palazzi al ministero dell’Ambiente e il dicastero guidato da Sergio Costa (M5s), anche per il pressing attivato dal deputato finalese Vittorio Ferraresi, ha replicato in tempi rapidissimi, chiedendo un serio approfondimento sul rischio.
«Nelle ultime settimane - ha ammesso il sindaco Sandro Palazzi - ho lavorato molto intensamente con i parlamentari del territorio, al di là dei colori politici che rappresentano».
E una battaglia senza ideologie partitiche è stata invocata anche da Maurizio Poletti, tra i capi del movimento di contrastato alla maxi discarica. È stato lui, con Monika Cotti e Carlo Valmori, a incassare gli applausi più vigorosi alla serata. Che ha partorito la prima mobilitazione immediata: sabato, dalle 9, ci sarà una mattinata di contrastato al progetto di Feronia da 1,2 milioni di tonnellate di rifiuti, un milione dei quali speciali (lavorazione industriali e non immondizia domestica). Il ritrovo sarà nel piazzale delle scuole elementari e da lì si snoderà un corteo di trattori - sono tantissimi gli agricoltori che formano il fronte di opposizione - che attraverserà le strade del paese. A seguire, sempre in viale Della Rinascita, microfono aperto per chi vorrà esprimere il proprio pensiero sulla vicenda.
Ma se il tema del rischio alluvione è l’unico presente sul tavolo della Conferenza dei Servizi, ne esistono almeno altri due che infiammano la discussione. Il primo riguarda la sismicità dell’area con la Bassa, nonostante il terremoto del 2012, ancora classificata come zona poco sismica. E su questo aspetto è in corso una perizia geologica di uno specialista che, attivato dall’osservatorio civico, potrebbe metterla a disposizione del Comune anche in vista di un più che probabile ricorso al Tar in caso dell’autorizzazione tecnica all’ampliamento. Il secondo è ancora più tangibile ed è connesso all’inchiesta aperta da carabinieri e Forestali di cui la Gazzetta ha più volte dato conto tanto da essere ringraziata durante la serata: un’inchiesta che potrebbe comportare, semmai la Giunta regionale deliberasse a favore del progetto di Feronia, delle conseguenze risarcitorie. Ecco perché il consigliere 5 Stelle, Giulia Gibertoni, ha invocato la sospensione preventiva dell’iter, sollecitando il Comune a costituirsi parte civile nel procedimento contro l’ex Giunta. —
F.D.
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