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Modena, Italpizza: ancora scontri e disagi alla viabilità. Vignolese chiusa a lungo. Tre manifestanti fermati

Luca Gardinale
Modena, Italpizza: ancora scontri e disagi alla viabilità. Vignolese chiusa a lungo. Tre manifestanti fermati

Altra giornata di tensioni con le forze dell'ordine e fermi di fronte allo stabilimento Italpizza oggi dalle 9, a San Donnino di Modena.

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MODENA Altra giornata di tensioni con le forze dell'ordine e fermi di fronte allo stabilimento Italpizza oggi dalle 9, a San Donnino di Modena.

Dopo lo sciopero ripartito lunedì e i picchetti Si cobas per non far passare i camion, smontati dagli agenti in assetto antisommossa, da questa mattina l'agitazione prosegue. la situazione è particolarmente tesa, gli scontri si sono susseguiti per tutta la giornata. Numerosi i disagi per la popolazione che si è ripetutamente, e lungamente trovata, con la strada Vignolese bloccata. La strada è  una delle principali arterie stradali della cittàm, che tra l'altro porta al vicino casello di Modena Sud. Il blocco iniziava a San Damaso

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I lavoratori chiedono il rispetto degli accordi presi in prefettura all'ultima riunione, con riferimento alle cooperative in appalto di Italpizza, e ricordano le sanzioni dell'ispettorato del lavoro.

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Intanto, si diffondono video e testimonianze online degli scontri, da parte del Si Cobas, dello Spazio Guernica, spesso presente ai picchetti del sindacato di base, e di altri siti attivisti (dove si stigmatizzano le reazioni alla vicenda della Lega ma anche dello stesso sindaco modenese Pd Gian Carlo Muzzarelli).

Sindacato e lavoratori fanno sapere che il bilancio oggi è di altri tre lavoratori fermati e portati in questura, rilasciati dopo alcune ore: tra le accuse contestate pare materializzarsi anche quella di blocco stradale, visto il caos di oggi.

Intanto, nel pomeriggio l'intero snodo stradale di via Vignolese è rimasto bloccato, mentre si attiva "lo stato di agitazione regionale" Si Cobas.

Non solo: "aumenta il numero di lavoratori e lavoratrici solidali accorsi da numerose aziende del modenese", fanno sapere gli attivisti. Inoltre, si ribadisce la critica alla "mossa tutta mediatica dell'azienda" di far uscire in questi giorni "una folta delegazione di operai dall'interno dello stabilimento, a richiedere davanti alle telecamere la fine dello sciopero".

LA PROTESTA DI MARTEDì: L'ALTRA FACCIA DELLA MEDAGLIA


«Voi dovete uscire là fuori, chi non esce sta a casa». Mentre in via Gherbella continuano gli scontri e le forze politiche chiedono alla Prefettura di trovare una soluzione urgente, a tornare sulla questione Italpizza sono si Si Cobas, il sindacato protagonista delle proteste delle ultime settimane. E nel mirino della sigla c’è la contromanifestazione di martedì scorso, quando un centinaio di lavoratori, mentre erano in corso i blocchi in strada, si è riunito davanti al cancello per chiedere ai manifestanti di lasciarli lavorare: «Se ci sono cose che non vanno, torti o abusi da rivendicare, è giusto battersi per i propri diritti - ha spiegato il rappresentante sindacale della Uil Dhorlev Marraffa - ma nelle forme e nei luoghi dovuti, e non certo bloccando la produzione, perché così facendo si toglie lavoro a tutti. E tutti, in questo stabilimento, dobbiamo mantenere le nostre famiglie».

Lo scontro

Una manifestazione che secondo i Si Cobas è stata tutt’altro che spontanea, perché organizzata dai dirigenti delle due cooperative che hanno gli appalti, ovvero Evologica e Cofamo, che sostanzialmente avrebbero costretto i lavoratori a uscire dalla fabbrica e schierarsi contro i colleghi e i sindacalisti impegnati nei picchetti. «Un chiaro tentativo di contrapporre i lavoratori presenti all’interno dello stabilimento ai loro colleghi in sciopero - attaccano i Si Cobas - mentre diverse decine di operai sono stati accompagnate da dirigenti e responsabili delle cooperative sul piazzale, lanciando cori provocatori contro di noi. Peccato - incalza il sindacato - che il racconto delle lavoratrici presenti sia molto lontano dalla favoletta della “mobilitazione spontanea” di “quelli che vogliono lavorare”. Ci risulta infatti che la messinscena a beneficio della stampa fosse organizzata dall’azienda insieme alla Uil (firmataria dell’accordo con il quale veniva applicato il contratto di pulizie a tutti i dipendenti delle cooperative), sotto la minaccia di essere lasciati a casa». Una presa di posizione corredata di una registrazione audio, in cui una dipendente sostiene di essere stata costretta a manifestare contro i colleghi: «Ci hanno detto di uscire fuori - spiega la lavoratrice - e che chi non fosse uscito sarebbe stato lasciato a casa».

La politica

Nel frattempo, la politica modenese chiede la massima attenzione davanti al caso Italpizza e agli scontri che vanno avanti da settimane: «Il sindaco si era impegnato a organizzare un tavolo di concertazione tra le diverse parti, ma oggi questo tavolo non c’è ancora - sottolinea Luca Bagnoli, commissario cittadino della Lega - e oggi ci sono due fronti che si scontrano e si confrontano. E’ chiaro che se il sindaco non interviene, automaticamente queste situazioni continueranno». Grande preoccupazione dalla lista civica “Volta Pagina”, che martedì ha accusato il sindaco Muzzarelli per la sua presa di posizione sul caso: «Quello che sta succedendo a Italpizza è allucinante - sostiene il professor Elio Tavilla, che ha aderito al laboratorio politico - chi di noi sarebbe disposto a lavorare dodici ore al giorno con turni massacranti, avvertiti solo all’ultimo minuto del giorno prima sul turno del giorno successivo, e per 800 euro al mese? Questa è la situazione a Italpizza. Vengono chiamati sfasciatori di fabbriche - incalza lo stesso Tavilla alludendo alle parole del primo cittadino - ma questi sono solo operai sfruttati. Come nell’800. Se questa è la modernizzazione, l’eccellenza dell’alimentare, noi questa eccellenza la rifiutiamo. Noi l’eccellenza la vogliamo nelle condizioni di lavoro. Questo è tema di sinistra - chiude il rappresentante di “Volta Pagina” - e di questo noi vogliamo parlare nelle sedi politiche ed istituzionali». —

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