«Nelle biblioteche libri gender Sono scelte diseducative»
Dopo il caso Luxuria il consigliere Antonio Platis ha effettuato una ricerca sui titoli acquistati dalle amministrazioni
Alcuni si chiamano “Perché hai due mamme?”, altri “Perché hai due papà?”.
A fare una ricerca sui titoli per bambini presenti nelle biblioteche della rete modenese - dopo aver preso spunto dalle polemiche della trasmissione Rai “Alla Lavagna”, con Vladimir Luxuria - individuando diverse proposte di letteratura “gender”, è stato Antonio Platis, consigliere provinciale di Forza Italia.
«Condanniamo la scelta di molte amministrazioni - attacca il consigliere di opposizione - che hanno acquistato libri per bambini che, in modo inequivocabile, propagandano le scelte “gender” ai più piccoli. Sfogliando il catalogo delle biblioteche modenesi, abbiamo infatti scoperto che sono numerosi i volumi, tutti dedicati ai bambini più piccoli, che raccontano le storie di famiglie “arcobaleno”, di bambini con due mamme o due papà. Una scelta che può piacere o non piacere - incalza Platis - ma la realtà delle cose è chiara: di mamme e di papà ce n’è sempre e comunque uno solo».
Una situazione che, secondo il consigliere provinciale di centrodestra, riguarda tutte le biblioteche della provincia, dalla Bassa all’Appennino, passando per la rete bibliotecaria della città, in particolar modo per quanto riguarda la biblioteca Delfini, dove i titoli di questo tipo sono diversi: «Sfogliando i libri - riprende lo stesso Platis - la percezione è chiara, e il modello di riferimento non è di certo la famiglia naturale. Così, “Perché hai due mamme” racconta la storia di due donne, Meri e Franci, “che si amavano, proprio come un uomo e una donna, e volevano avere una famiglia”. L’età di lettura consigliata dalle biblioteche modenesi è per i bimbi di sei anni - fa notare ancora il consigliere - mentre per quelli di cinque è invece consigliata la storia di Stella, alle prese con la festa della mamma a scuola e il problema di trovarsi invece con i suoi due papà».
Il consigliere di opposizione chiede dunque «perché le amministrazioni comunali scelgano questi libri e a quanto ammontano le spese per questo genere di testi».
Secondo Platis, in sostanza, si tratta di veri e propri casi di discriminazione al contrario: «Senza dubbio - riprende - non è educativo lanciare un messaggio così poco chiaro a bimbi così piccoli. E’ una discriminazione al contrario e una netta forzatura - conclude il consigliere provinciale di centrodestra - anche perché la natura per prima ci insegna che ci sono un papà e una mamma, e proporre ai bambini percorsi diversi non è assolutamente una cosa naturale». —
L.G.
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