Alcolici ai minori al Kyi «Non si sa chi li serviva» Il processo va rifatto
La Cassazione: «La motivazione del giudice è carente Bisogna chiarire che ruolo ha avuto il gestore del locale»
Il gestore del Kyi di Baggiovara, Alessandro Anania, ha ragione su un punto nel suo ricorso, per la Cassazione: gli riconosce infatti che il giudice di pace che l’ha condannato a un ammenda di 400 euro per aver servito alcolici ai minori non ha motivato correttamente e adeguatamente i suoi rimproveri che hanno portato ala sanzione e per questo la sentenza è impugnata e rinviata al giudice di pace per un nuovo esame.
Il caso trattato dalla Suprema Corte è simile a quelli discussi nelle aule penali a Modena: una volta è arrivata l’assoluzione perché non è stato dimostrato dall’accusa che il titolare gestisse direttamente la somministrazione di alcolici ai minorenni nella discoteca mentre l’altro caso è in discussione: si tratta della nota vicenda dei 15enni in coma etilico dopo una serata coi superalcolici al tavolo del locale. In questo caso Anania si è rivolto alla Cassazione per chiedere l’annullamento della sentenza del giudice di pace di Modena che lo condannava a 400 euro «per avere, in qualità di legale rappresentante di una società gerente un’attività di intrattenimento musicale aperto al pubblico, cagionato l’ubriachezza di tre minorenni non adottando le misure organizzative necessarie ad evitare la somministrazione a costoro di bevande alcoliche». I giudici, nella disamina, riconoscono che la sentenza è priva di riferimenti alle specifiche regole di cautela del locale che sarebbero state violate: «Sarebbe stato necessario verificare se l’apposizione di un contrassegno al braccio dei minorenni all’ingresso esaurisse le cautele», scrivono. —
C.G.
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