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i familiari 

«Con le vicende emerse durante il processo non potrebbe ripetersi»

F.D.

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La replica dei familiari di Stefano Cucchi è affidata alle parole dell’avvocato Fabio Anselmo, tuttora impegnato nelle complesse udienze in corso a Roma in cui i giudici dovranno accertare eventuali responsabilità sulla morte violenta del ragazzo.

«Vista la particolare sensibilità politica che ha sempre dimostrato su questi temi, il senatore Giovanardi farebbe meglio a preoccuparsi di ciò che sta emergendo ed è emerso nel processo di oggi - dice perentorio il legale della famiglia Cucchi - Non gli sarebbe più consentito dire oggi quel che ha detto ieri. Se dovesse riaccadere saremmo costretti a denunciarlo di nuovo».

E il richiamo a «quel che ha detto ieri» riguarda proprio le frasi che il senatore Giovanardi disse su Radio 24 in due occasioni tra il dicembre 2016 e il gennaio 2017. In due occasioni ipotizzò l’esistenza di un nesso causale tra il decesso di Cucchi ed eventi pregressi dovuti al suo stile di vita. «Se non si fosse drogato, se non fosse entrato in un tunnel, che poi lo ha portato agli arresti... beh ma questo mi sembra evidente. Non c’è nessuna relazione tra le eventuali percosse e la morte... Il pm, invece di avere assunto le perizie di queste decine di luminari che tutti hanno concluso alla stessa maniera, nella sua ipotesi di accusa ha preso quella della parte civile». Sono alcune delle frasi che il politico disse durante la trasmissione La Zanzara. Ma le frasi condizionali successive («Se li rinvieranno a giudizio - disse a proposito dei carabinieri - e se saranno condannati, rispetterò la sentenza») hanno permesso al senatore di difendersi di fronte al giudice per i reati di diffamazione. —

F.D.



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