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ITALPIZZA. IERI GIORNATA SENZA SCONTRI 

L’avvocato dell’azienda incontra Si Cobas ma il tentativo fallisce

L’avvocato dell’azienda incontra Si Cobas ma il tentativo fallisce

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La giornata di ieri davanti alla sede di Italpizza è trascorsa senza incidenti fra manifestanti e forze dell’ordine, più che altro perché è stata caratterizzata da un tentativo di conciliazione, un abbozzo di trattativa che in serata è fallito totalmente.

A San Donnino, oltre al parlamentare Stefania Ascari, ieri si è presentato anche il consigliere comunale Antonio Montanini di Cambiamodena, che è stato contestato con decisione dai manifestanti.

Questi i passi principali della nota diffusa dai Si Cobas dopo il fallimento dell’incontro: «È proseguito - dice il sindacato - per il quinto giorno consecutivo lo sciopero degli operai di Italpizza. Per tutta la giornata si sono rincorse voci di spiragli di dialogo, motivo per cui l'assemblea riunita davanti ai cancelli ha deciso di non praticare alcun blocco delle merci, per rimarcare quello che da giorni chiediamo: l'apertura del dialogo e la convocazione di un incontro con l'azienda. Questa direzione sembrava confermata anche da un incontro tenuto in una saletta riservata dell'hotel Baia del Re tra il S.I. Cobas e l'avvocato di Italpizza. La condizione concordata per la cessazione dello sciopero era molto semplice: che le lavoratrici segregate nelle ultime settimane alle pulizie sui tetti o nei piazzali tornassero al loro posto di lavoro di sempre, alla stenditura e farcitura delle pizze; e che venissero ritirate le nuove sospensioni ai delegati sindacali. Nel tardo pomeriggio tutte le illusioni sono sfumate: Italpizza ha estromesso l'avvocato con cui eravamo in trattativa, che ha abbandonato lo stabilimento, riprendendo la strada dello scontro. Italpizza non vuole al suo interno gli iscritti al sindacato, in particolare il famoso gruppo delle 13 donne e uomini reintegrati in virtù dell'accordo prefettizio. Non accetta di parlare con il S.I. Cobas, che pure rappresenta oltre cento dipendenti, non riconosce l'accordo sottoscritto in prefettura. Le istituzioni continuano a tacere. Che cosa aspetta la prefettura a intervenire?». —

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