Rap e Trap, la musica misteriosa che ascoltano i ragazzi Viaggio nella cultura hip-hop
Domenica 27 gennaio un incontro alla scuola Four di Saliceta. L’esperto Gianluca Piola spiegherà l’evoluzione di un fenomeno culturale
MODENA Alzi la mano chi conosce la differenza tra Rap e Trap. Alzi la mano chi conosce i testi, i protagonisti, le storie, il confine che divide questi due generi musicali.
Si tiene domani, 27 gennaio, dalle 16,30 alle 18, nella sede della scuola di musica Four (Stradello Chiesa Saliceta San Giuliano 43, Modena), l’incontro di approfondimento sul tema “Perché il Rap non è la Trap?” che può rispondere a qualche dubbio, che può aiutare a fare chiarezza.
A guidare i presenti in questo viaggio sul filo del pentagramma Gianluca Piola, al quale abbiamo rivolto qualche domanda.
Da dove nasce questa sua passione?
“La cultura hip-hop mi accompagna indicativamente dalle scuole medie, in particolare nella sua versione cantata, il rap, appunto, che ho conosciuto grazie a mia sorella. Il periodo corrisponde più o meno a quello in cui Eminem, 50 Cent e altri, erano gli artisti più ascoltati nella scena hip-hop, grazie ad album come “Encore”.
L’intento di questo incontro?
“La conoscenza è lo strumento più potente che abbiamo per evolvere, per non lasciare che a governare le nostre menti e le nostre scelte siano gli istinti primordiali. La cultura, il conoscere, ci permette di liberarci dagli stereotipi, di non lasciarci guidare dalla paura, dalla non-conoscenza. Il rap è il genere più ascoltato e seguito dalle nuove generazioni, anche nelle sue moderne sfaccettature, come la trap. Per poterlo comprendere davvero è fondamentale leggerne la storia, conoscerne gli esponenti e la cornice economica, sociale e culturale; quando un artista scrive, vuole darti qualcosa, trasmetterti un ragionamento: coglierlo è anche un aiuto per superare i propri “limiti”, per migliorare se stessi. Prima dei discorsi più importanti della sua carriera politica, Obama ascoltava Eminem. Era il suo aiuto per superare la paura del grande pubblico”.
Testi di denuncia, parolacce, violenza. Dobbiamo preoccuparci?
“Forse sarebbe più importante preoccuparsi di cosa si denuncia nelle canzoni, più che della canzone in sé. Il rap nasce come musica individuale di rivalsa da situazioni di vita difficili. I grandi rapper non appartengono a un movimento culturale univoco e con valori condivisi, ognuno porta la propria esperienza. L'utilizzo di alcuni termini è sicuramente da condannare, mette in secondo piano ciò che il rapper vuole esprimere. Il rap è crudo, introspettivo (non sempre, ma quasi) e maturo. Andrebbe ascoltato con qualche anno sulle spalle. Il messaggio del rap è che si può riuscire, con la forza della propria arte e della propria fantasia, a uscire da situazioni economiche o psicologiche complesse e svantaggiate. Non è un messaggio così negativo, soprattutto se contestualizzato”.
Come è strutturato l’incontro di domenica?
“Inizieremo dalle origini, ci concentreremo su tre importanti esponenti americani (Tupac Amaru Shakur, Notorious B.I.G. ed Eminem), parleremo della scena rap italiana (Articolo 31, Fabri Fibra, Club Dogo e Salmo) per scoprire poi gli esponenti che hanno prodotto e coaudiuvato la nascita della trap. Il corso si concentra sulla funzione che hanno avuto il fattore economico, culturale e digitale nello sviluppo di questo filone musicale”.
Suggerisce tre titoli o autori da ascoltare ai genitori che non partecipano e ci spiega perché?
“Penso che chiunque, non foss'altro per la quantità di premi vinti, dovrebbe ascoltare e leggere (non è sufficiente la melodia in aperitivo) i testi di Eminem prima di tutto. Anche in Italia ci sono artisti che hanno una profondità pressoché unica, oltre ad avere anche molti pezzi divertenti ed arguti. Tra questi En?gma e J-ax, dagli Articolo 31 in poi (il nuovo e il vecchio per intenderci)”. L’incontro è su prenotazione (info 329 434815) ed è per un pubblico a partire dai 12 anni. —
M.T.
Nelle foto, in senso orario: Salmo, Enigma, Tupac Amaru Shakur ed Eminem
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