Sgp, bando per nuovo dirigente dove partecipa pure il direttore
Sedici candidati sono in corsa per un ruolo in cui concorre anche manager interno che ha la responsabilità della pianta organica. Procedura e posizione del Comune
Della decina di posti con cui Sassuolo Gestioni Patrimoniali, con regolari bandi di concorso pubblici, sta ampliando il suo organico, ce n'è uno che presenta non poche stranezze. I bandi sono stati tutti pubblicati nel luglio scorso, con scadenza delle domande il 6 settembre. C'erano da assegnare cinque posti per categorie varie, tre per addetti gestionali e amministrativi, uno di tecnico disegnatore e soprattutto uno, di livello dirigenziale (area A e fascia retributiva 1) per un tecnico responsabile dell'area viabilità, suolo, sicurezza ed eventi, una bella fetta dell'intera attività di Sgp. Tutti questi bandi hanno avuto il loro iter regolare, con presentazione delle domande, chiusura delle graduatorie e prove. Per il bando da responsabile di area però succede qualcosa di diverso. Il 7 settembre, a termini scaduti, la società proroga i tempi per la presentazione delle domande: le motivazioni espresse nel documento di proroga spiegano la necessità di avere più partecipanti al bando, sia per una selezione fra più figure, sia per conservare in seguito una graduatoria di idonei di cui tenere conto anche per future necessità di personale. Il bando quindi viene riaperto fino al 21 settembre e in quei giorni si iscrivono effettivamente altre tre persone.
Tra queste, ed ecco la stranezza, c'è il direttore tecnico della stessa Sgp Alessandro Mordini. Sono diciassette i candidati per il posto, chiamati a sostenere due prove scritte e in caso di passaggio, una orale nel mese di febbraio (da luglio, quindi con un iter insolitamente lungo per una posizione professionale). Si potrà immaginare lo stato d'animo dei sedici che vanno a concorrere per un posto al quale concorre anche il dirigente della stessa azienda promotrice del bando. Fin qui l'autentica stranezza della situazione.
Ma ci sono almeno un paio di aspetti che vanno anche oltre la singolarità di questo atto e che dovrebbero comportare qualche domanda da parte di chi si occupa di pubblica amministrazione. Il primo sta nel fatto che il direttore della società, che non è dipendente dell'azienda ma ha firmato un contratto a termine con l'amministratore unico Corrado Cavallini, in scadenza in aprile 2019 (e quindi formalmente può partecipare a concorsi per posti di dipendente pubblico), ha fra i suoi incarichi ufficiali anche quello di “stabilire le modalità di attuazione delle strategie e politiche del personale della società, ivi compresa la modifica della pianta organica finalizzata al coordinamento di tutto il personale”. Siamo quindi nella paradossale situazione in cui il dirigente responsabile della pianta organica stabilisce un concorso per un posto in pianta organica al quale poi lui stesso concorre.
La seconda situazione da chiarire riguarda la responsabile del procedimento, che è anche una delle rappresentanti della Rsu di Sgp, cioè della componente sindacale della società. La normativa vieta infatti ai rappresentanti Rsu di occuparsi dei bandi di concorso. Ci sono sentenze in merito a spiegarlo chiaramente. A maggior ragione la regola dovrebbe valere quando un partecipante è dirigente della stessa azienda in cui il responsabile del procedimento fa parte della Rsu. Non è chiaro quanto l'amministrazione comunale e il sindaco Claudio Pistoni sappiano della situazione: Sgp, lo ricordiamo, è una spa, anche se interamente detenuta dal Comune, e si muove quindi come un'azienda, con una certa autonomia agli ordini del suo amministratore unico. Va anche ricordato che nelle procedure di assunzione del personale però, Sgp è vincolata alle regole dei pubblici concorsi, con situazione praticamente analoga a quella dei Comuni. Resta da capire quanto la procedura sia da ritenere solo estremamente strana o invece anche discutibile sul piano regolamentare. —
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