Gazzetta di Modena

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l’inchiesta sugli appalti 

L’attacco di Leu al vicesindaco «Morelli si dimetta Troppe ombre»

Serena Arbizzi
L’attacco di Leu al vicesindaco «Morelli si dimetta Troppe ombre»

Liberi e uguali esprime l’assessore Galantini in giunta «Il Comune non può essere toccato da dubbi e sospetti»

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Il sindaco risponde inevitabilmente in prima persona dell’inchiesta sugli appalti. E chi riveste il ruolo di amministratore pubblico, se risulterà tra gli indagati, dovrà fare un passo indietro. Questa, in sintesi, la posizione di Liberi e uguali Terre d’argine, alla luce dell’indagine che ha scosso Palazzo Scacchetti. Il movimento politico, che non ha ancora sciolto le riserve in merito al sostegno o meno al sindaco Alberto Bellelli in vista delle amministrative di maggio, è espressione di un assessore in giunta: Cesare Galantini. La dura presa di posizione assume, quindi, una connotazione ancora più pesante.

«Troppe ombre e sospetti senza risposta nell’inchiesta sugli appalti in Comune - scrive Leu - Occorre prudenza prima di esprimere giudizi, come ha affermato anche il sindaco, ma al di là degli esiti giudiziari della vicenda, che non ci competono, i suoi risvolti politici appaiono molto preoccupanti. Preoccupa che verso un dirigente comunale sia stata avanzata l’ipotesi di reato di “voto di scambio”. Ci chiediamo che senso abbia l’accusa, fra le altre, di “voto di scambio” verso un dirigente tecnico che non deve essere votato, sempre che le indiscrezioni trapelate non siano pura invenzione. Il voto di scambio, infatti, avviene a favore di coloro che si propongono per l’elezione, non certo a favore di tecnici amministrativi. Per questo la vicenda, se sarà confermata, appare ancor più inquietante e pone problemi e domande politiche alle quali il sindaco, per le sue funzioni, è inevitabilmente chiamato a rispondere. Noi pensiamo che vada salvaguardato il decoro istituzionale e che, perciò, sia necessario un passo indietro delle figure politiche eventualmente coinvolte nell’indagine. La stessa storia della sinistra carpigiana, della quale facciamo orgogliosamente parte, non merita il protrarsi di questi dubbi, di queste ombre».

Leu esprime, poi, una visione garantista, sottolineando che essere indagati non sia sinonimo di colpevolezza. Tuttavia, trapela anche il “peso politico” che crea un indagato in giunta. «Sia chiaro: chiunque sia indagato deve essere considerato innocente finché non sia stato condannato definitivamente ed è compito della giustizia stabilirlo - prosegue Leu - Questo è un principio di civiltà, di garanzia che non deve essere scalfito. Su questo ci possiamo solo augurare, come tutti i cittadini carpigiani, che la giustizia operi con rapidità. Se un amministratore pubblico risulta indagato deve potersi difendersi senza l’imbarazzo di pesare politicamente su partiti, maggioranze o ruoli nell’amministrazione comunale. Noi in questo quinquennio abbiamo fatto parte di tale maggioranza, lealmente e fino alla fine, impegnandoci anche concretamente con l’importante lavoro di un assessore. Il patto sociale che dal dopoguerra lega cittadini e giunta non può essere toccato nemmeno dal sospetto o dal dubbio di simili, gravissimi atti. Per questo abbiamo chiesto un incontro al sindaco per discutere della preoccupante vicenda e, nel caso queste accuse fossero confermate verso un amministratore o verso gli stessi dipendenti, di assumere alla luce del sole iniziative ispirate a principi di tutela dell’immagine dell’istituzione comunale e di garanzia verso chi fosse coinvolto».

Anche un altro alleato della giunta è in bilico: Rossano Bellelli e la sua lista civica Carpi 2.0 non si sono ancora espressi sulla ricandidatura dell’attuale sindaco. Posizione emersa chiaramente durante l’incontro del comitato per la rielezione, avvenuto domenica mattina. —

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