Modena, l'addio a Guglielmina che costruiva asili per i bimbi del Kenya
Una folla di amici e volontari di Rock No War al funerale: «Ci ha donato tanto e tutti la chiamavano mamma»
MODENA. «In quella piccola scatola riposano le ceneri di una grande donna che a me e alla famiglia ha dato moltissimo. È quello che resta della sua vita terrena, ma nei nostri cuori continuerà a vivere ogni giorno. Quello che ci ha donato è tanto e forse non a caso anche i bambini in Kenya la chiamavano mamma».
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Con la voce incrinata dalla commozione così Paola Greppi ha dato l’ultimo saluto ieri mattina dall’altare alla madre Guglielmina Bellelli, 68 anni, morta poco più di mese fa nei pressi di Malindi, in un incidente stradale sull’auto guidata da una sacerdote. Davanti a lei centinaia di persone che hanno ascoltato la messa celebrata da don Gregorio Colosio con la presenza di due sacerdoti kenyani che l’hanno seguita nel suo lavoro in Africa.
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Ex funzionaria della Bper, assieme al marito Mario Greppi aveva conosciuto nel 2015 il vescovo di quella diocesi, mons. Barbàra Emanuel e da quella frequentazione è nata in brevissimo tempo l’idea di costruire un centro per ospitare bambini e bambine abusate e ragazze madri. Al suo fianco l’associazione Rock No War di Formigine con lo storico leader Giorgio Amadessi che ha predisposto la macchina organizzativa, un conto corrente dedicato in cui ogni centesimo donato è andato alle prime due costruzioni, da 15 mila euro l’una, che già ospitano i primi nuclei.
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«Era una donna meravigliosa - ha ricordato il marito - e ora sarà mio compito portare avanti il suo progetto negli anni a venire. Prima abbiamo messo a disposizione una parte dei nostri risparmi e il nostro impegno personale, ma ora vorrei veder completate tutte le otto piccole case che dovranno aiutare chi è in situazione di enorme bisogno. Le prime due sono state intitolate a Papa Francesco e all’Ala della Misericordia, visto che il 2016 è stato dedicato dal papa alla Misericordia». Ed è appunto questo il nome che nella lingua locale ha dato il nome al centro di soccorso. Si chiama “Bawa La Huruma” e Rock No War ha dedicato al progetto il conto corrente presso la Banca Interprovinciale che ha come numero di Iban IT76 R0339 566 780 CC 002 0006319. —
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