Elezioni 2019/ Prampolini incassa l’ok del centrodestra «Ora cambierò la città»
Il candidato sindaco leghista: «Più sicurezza e produttività Pronto a confrontarmi con Muzzarelli». Stoccata sulla chat
MODENA. Per ora la domanda di rito - «ma chi te l’ha fatto fare?» - non è ancora arrivata, anche perché la moglie lavora e le tre figlie vivono fuori casa da anni. Del resto, lui alla sfida di fine maggio ci crede eccome, a maggior ragione adesso che ha l’appoggio del resto del centrodestra e di alcune liste civiche. Da ieri mattina, dopo il vertice della coalizione nella sede della Lega, Stefano Prampolini è ufficialmente il candidato sindaco con il quale il centrodestra sfiderà il Pd del ricandidato Gian Carlo Muzzarelli, oltre agli alleati (a Roma) del Movimento 5 Stelle, per strappare per la prima volta il Comune di Modena al centrosinistra.
Prampolini, ci dica qualcosa di lei.
«Sono nato a Modena 62 anni fa, sono sposato e ho tre figlie grandi, di cui una vive a Londra. Lavoro come commercialista nel mio studio di largo Garibaldi, mentre dal punto di vista politico sono stato segretario cittadino della Lega nel ’92, quando il Carroccio era appena nato, e poi consigliere comunale di opposizione per il Popolo della Libertà. Ho avuto anche un’esperienza civica, ovvero quella di Modena a Colori, quando il candidato sindaco era Gianni Ricci, che è rimasto un grande amico».
Tornando a oggi, finalmente sul suo nome è arrivata la convergenza del centrodestra: soddisfatto?
«Sono molto soddisfatto per la convergenza con gli amici di Forza Italia e Fdi, ma soprattutto perché stiamo ottenendo qualcosa di più, qualcosa che va anche oltre le attese: una grande coalizione, che andrà oltre il centrodestra, con una serie di forze civiche che sono arrivate e che arriveranno nelle prossime settimane. Insomma, una serie di forze politiche e civiche che non si riconoscono nel Pd e nel loro candidato per cambiare davvero le cose a Modena».
A proposito di Muzzarelli: vi siete parlati?
«Non ci siamo ancora incontrati né parlati, ma sicuramente avremo modo di confrontarci nelle prossime settimane. Per ora, mi limito a osservare che Muzzarelli ha creato un’applicazione per chiedere ai cittadini di che cosa abbiano bisogno: beh, francamente mi aspettavo che dopo cinque anni di amministrazione il sindaco conoscesse già le necessità dei modenesi, e in parte avesse già risolto parte dei loro problemi…».
Quali saranno le priorità del vostro programma? «I punti principali saranno illustrati il 9 febbraio, quando presenteremo ufficialmente la candidatura, ma di certo al centro ci saranno sicurezza e immigrazione, perché su questi fronti l’amministrazione è stata molto carente, con risultati che sono tutti i giorni sotto gli occhi dei cittadini: per la sicurezza di Modena, insomma, si può fare molto di più. L’altro grande tema è la città produttiva, che per noi sarà al centro delle politiche: se la produttività è trascurata e resta indietro, vengono a mancare anche le risorse per il welfare e per aiutare i cittadini in difficoltà».
I sondaggi nazionali danno la Lega in netto vantaggio per le europee, mentre a Modena ci sono numeri contrastanti: vi sentite in vantaggio sotto la Ghirlandina?
«Abbiamo un grande vantaggio: avere una squadra di persone che ha un lavoro indipendentemente dall’impegno politico. Nessuno di noi vive di incarichi politici, cosa che non si può dire del Pd, e che di fatto ha penalizzato un’amministrazione più attenta alle appartenenze politiche che alle necessità dei cittadini». —
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