Fuoriclasse/ Viaggio al pronto soccorso di Baggiovara«Nella prima ora di cure si decide la vita»
Dall’arrivo delle ambulanze agli esami iniziali, il percorso dei codici più gravi e gli interventi Geminiano Bandiera ed Elena Grossi raccontano le loro giornate tra emergenza e urgenza
MODENA. L’ospedale di Baggiovara è stato scelto dalla rete sanitaria per accogliere la maggior parte delle emergenze che si verificano sul territorio provinciale. Per comprendere al meglio cosa davvero significhi salvare una vita, è necessario seguire dall’interno il percorso effettuato dal paziente, dal suo arrivo in pronto soccorso fino al raggiungimento di un livello di minor rischio e conseguente inizio delle visite ambulatoriali. Due sono infatti i reparti presenti all’interno della struttura riservate alle emergenze: il pronto soccorso e la medicina di urgenza.
[[atex:gelocal:gazzetta-di-modena:modena:cronaca:1.30019446:Video:https://video.gelocal.it/gazzettadimodena/dossier/fuori-classe/fuoriclasse-pronto-soccorso-di-baggiovara-cosi-cerchiamo-di-salvare-delle-vite/109464/110071]]
Geminiano Bandiera, direttore pro-tempore del Pronto Soccorso, Obi e Medicina D’Urgenza, spiega che «i pazienti meno gravi e problematici, trasportati in ambulanza, vengono portati in quella che è definita la “camera calda”: una zona in cui la temperatura è particolarmente tiepida poiché lo sbalzo termico tra l’interno e l’esterno della struttura risulterebbe pericoloso per la persona infortunata. Quest’ultima, una volta spostata su una barella, entra in sala di valutazione e, a seguito di una visita di accertamento della sua condizione, viene affidata all’ambulatorio più adatto alla gravità della situazione».
Esistono quattro diversi tipi di codice da assegnare al degente, ovvero il bianco, il verde, il giallo e il rosso. Quando le lesioni e i traumi sono lievi e non compromettono le funzioni vitali dell’interessato, questo viene inserito tra i codici bianchi o verdi; quando, invece, si manifesta un danno a livello cerebrale, cardiaco o polmonare, tra quelli gialli o rossi. «Nel reparto - puntualizza il dottor Bandiera - trova spazio anche il continuo progresso tecnologico che al giorno d’oggi caratterizza l’ambito medico». Sono infatti impiegate strumentazioni avanzate, tra le quali macchinari di assistenza respiratoria, e la barella pesatrice che consente di misurare il peso corporeo del paziente, indispensabile per una corretta somministrazione di farmaci.
Invece, a guidarci nella visita in medicina di urgenza è la dottoressa Elena Grossi, che sottolinea «l’importanza di saper gestire al meglio i momenti immediatamente successivi all’ammissione, che costituiscono la cosiddetta “golden hour”».
Requisito fondamentale dei dottori che operano all’interno della medicina d’urgenza, ci spiega la responsabile «è una competenza estesa a tutti gli ambiti dell’emergenza, che permetta un intervento sicuro e immediato in ogni caso clinico: non bisogna dimenticare che in quei pochi istanti e in gioco la vita delle persone». È un luogo in cui, come chiarisce la stessa Elena Grossi «non c’è spazio per l’ansia, la consapevolezza dell’importanza di ogni gesto e la capacità di applicare le modalità d’azione acquisite con l’esperienza permettono loro di agire a sangue freddo». Ciò non significa tuttavia che l’atteggiamento del medico verso i casi affrontati sia di distacco o indifferenza. Anzi, molto spesso «il lavoro viene portato a casa» e, tanto le frustrazioni quanto le vittorie entrano a far parte della vita personale, trasmettendo un valore molto importante: la passione come motore di ogni azione. —
Federica Gallo
Agnese Greco
Elisa Montagnani
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
