Migranti, la rivolta in poesia dei magistrati
Anche il procuratore Lucia Musti firma un documento regionale contro “la violazione dei più elementari diritti umani”
C’è anche la firma del procuratore capo di Modena, Lucia Musti, sul documento sottoscritto da una sessantina di magistrati emiliano-romagnoli che riguarda le politiche del governo sull’immigrazione e la condizione dei profughi. Un elaborato diffuso in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario in cui vengono riportate anche le parole di don Luigi Ciotti, presidente del Gruppo Abele e di Libera, secondo cui “dobbiamo insorgere quando vengono violati i più elementari diritti umani e assumerci la nostra responsabilità come cittadini e come cristiani. Il primo grande naufragio è quello delle nostre coscienze”.
Nel foglio viene anche riportata anche una poesia scritta da Marco Puglia, magistrato di sorveglianza a Santa Maria Capua Vetere. Mamma perché nessuno ci viene ad aiutare? Ho freddo ed ho paura a restare qui nel mare”, c'è scritto all'inizio del componimento che si chiude con un drammatico “Sprofondo con te, non mi lasciare. Nessuno, mamma, ci è venuto ad aiutare”.
«Volevamo sensibilizzare su un tema in questo momento fondamentale, la tutela e la salvaguardia della vita umana - ha detto Carlo Sorgi, presidente di sezione del Tribunale del Lavoro di Bologna e segretario regionale di Magistratura democratica - La poesia serve a richiamare l’attenzione su un principio indispensabile per qualsiasi consesso civile e che è al di sopra di tutto. La prima cosa è salvare la vita umana, e questo ci siamo sentiti di dire».
“Il punto di partenza è quanto ha detto don Ciotti”, che ha parlato, si legge nel foglio, di “maggiore consapevolezza per quello che sta accadendo, definendo lottatori di speranza sia i migranti che lottano per la vita, sia coloro che non si rassegnano alle ingiustizie e ai mali di questo mondo”.
I magistrati emiliani, che rivendicano di avere sensibilità anche diverse, non si rivolgono direttamente al ministro Salvini, ma il messaggio è evidentemente rivolto al Governo e a quanto sta avvenendo nella gestione dei migranti, lasciati in mare per giorni in una prova di forza sproporzionata e impari. Ecco allora arrivare quella richiesta di umanità e sensibilità, elementi indispensabili che vanno di pari passo con lo “stato d’animo di profonda partecipazione agli attuali accadimenti”. —
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