Gazzetta di Modena

Modena

ANNO GIUDIZIARIO 2019 

Sant’Anna sovraffollato Troppe richieste al giudice restano ancora pendenti

Carlo Gregori
Sant’Anna sovraffollato Troppe richieste al giudice restano ancora pendenti

Problemi a Modena e Reggio per le carenze di giudici nell’Ufficio di sorveglianza Tempi lunghi per le pratiche Espulsioni: accolta una su tre

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La realtà carceraria e quella di chi deve scontare una pena sia a Modena che a Reggio (in entrambe le città gli istituti ricadono sotto un unico ufficio) è sempre difficile a causa del sovraffollamento - a Sant’Anna ci sono 447 detenuti, oltre i limiti, e a Reggio 382 - e per le annose carenze di giudici nell’Ufficio del Magistrato di Sorveglianza. Questo comporta anche un alto numero di pratiche che restano inevase, anche per persone carcerate, nonostante gli sforzi dei magistrati impegnati in questi compiti e degli avvocati penalisti modenesi.

È quanto emerge dal rapporto sull’Anno Giudiziario 2019 dell’Emilia-Romagna presentato l’altro giorno a Bologna dalla Corte d’Appello. Modena è una realtà piena di criticità, soprattutto per lo smaltimento delle istanze dei detenuti e di altre figure di persone sottoposte a condanne o a sanzioni penali. Basta guardare i numeri (che, come detto, comprendono anche Reggio).

Gli affidamenti in prova, ad esempio. Le richieste son tornate a crescere dopo un anno di calma e soltanto nello scorso 2018 le pratiche sono aumentate di quasi un quarto rispetto al 2017 (+23,5%). Di queste ne sono state visionate e lavorate il 37% (2.039) e alla fine ne sono state accolte solo il 33%, ovvero una su tre. Ne restano quindi pendenti 4.579, pari al 3%.

Per chi è in carcere la detenzione domiciliare è qualcosa di migliorativo rispetto a una cella. Per questo, e per effetto del sovraffollamento carcerario a Sant’Anna, le istanze sono aumentate del 24%. Ebbene, di tutte domande ne sono state definite il 39% (1.869) e di queste accolte solo 409, ovvero il 18%, mentre quelle ancora pendenti sono il 4%: queste sono ancora in attesa di una risposta.

Le istanze di semilibertà nuove sono state 663 con un aumento del 29%, quelle lavorate sono il 33% e quelle accolte solo 52 pari all’8%, mentre le richieste pendenti restano 910 (+3%). Più impressionanti le cifre dei permessi premio, un settore delicato della Sorveglianza. Leggerissimo l’aumento di nuove istanze (80,3%), ma quelle definite sono calate (-1,4%), quanto invece a quelle accolte sono in forte aumento (+41%9) interessando 690 detenuti mentre quelle pendenti hanno avuto una vera impennata arrivando al 53% (sono 706 pratiche). Aumentate del 13% le richieste per i permessi di necessità, accolte per il 42% delle richieste ma le pendenze, anche in questo caso, sono purtroppo aumentate del 10%. Un capitolo estremamente delicato è invece quello relativo alle espulsioni degli stranieri ai quali si applica questa sanzione alternativa. Le istanze pervenute alla Sorveglianza sono state 190 con un aumento del 14%, calano però le pratiche definite che registrano un -5,3%. Alla fine, però, di tutte queste ne è stato accolto il 36% per un totale di 52 stranieri da rimpatriare mentre le pratiche rimaste pendenti sono addirittura cresciute del 67% che corrisponde a 119 pratiche. Infine i detenuti che hanno fatto domanda per poter ottenere un lavoro esterno al carcere sono stati 682, con un aumento del 34%, le richieste lavorate sono arrivate a 634 con un aumento del 23% e di queste quelle accolte hanno raggiunto l’84%. Ne restano pendenti 49, un aumento addirittura del 133%.—



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