Accoglienza, la Caritas cresce Pronti altri otto posti letto
Nel centro saranno accolti uomini italiani e stranieri, già noti ai servizi sociali «Non si tratta di ospitare per qualche notte, vogliamo uscire dall’emergenza»
Nel corso della presentazione della ‘Lettera alla città’ e della riapertura del Duomo, è stato presentato anche l’ampliamento del centro di accoglienza della Caritas diocesana di via dei Servi, centro dedicato a papa Francesco. Questa che viene definita una “opera segno” di Caritas, infatti, è già in funzione con un centro diurno per una quindicina di utenti e con un centro di accoglienza per 8 persone, con l’ampliamento ormai prossimo si passerà a 15 posti letto in una vera e propria casa: «L’idea è proprio quella della casa – evidenzia Federico Valenzano, vice direttore di Caritas diocesana – e dà il senso di come la Chiesa di Modena e la Caritas diocesana intendano l’accoglienza. Non si tratta soltanto di evitare che nessuno muoia di freddo, per quanto questo sia determinante, ma di un vero e proprio incontro e di un appello ancora più impegnativo per la comunità cristiana: il Vangelo, infatti, propone la logica del dono».
Nel centro saranno accolti quindici uomini adulti, italiani e stranieri (come del resto italiani e stranieri sono gli utenti del centro diurno), persone conosciute dal centro di ascolto della Caritas diocesana, dai servizi sociali del Comune o dalle parrocchie, proprio perché la logica è di creare un percorso di conoscenza e di convivenza, con la cena in comune e con volontari e operatori Caritas a supervisionare. «Vogliamo uscire con questa opera segno dalla logica emergenziale – sottolinea Valenzano - non si tratta di ospitare per qualche notte. La Chiesa di Modena lavora, anche insieme al Comune, con i poveri e non solo per i poveri e, in strutture parrocchiali o di altre realtà ecclesiali, sta già accogliendo 65 persone in città».
Il vescovo è poi tornato sul significato della lettera alla città. Per il Patrono quest’anno il vescovo Erio Castellucci ha scelto di riflettere sul tema demografico, sulle culle vuote: «Questo tema rappresenta una delle urgenze segnalate da più parti. La natalità è uno degli indici della speranza sociale e, dunque, i numeri ci dicono che siamo una società che fatica a sperare. Ma – e qui arriva il nocciolo – servono politiche concreto a sostegno della famiglia». —
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