Gazzetta di Modena

Modena

in via dei servi 

Accoglienza, la Caritas cresce Pronti altri otto posti letto

Paolo Seghedoni
Accoglienza, la Caritas cresce Pronti altri otto posti letto

Nel centro saranno accolti uomini italiani e stranieri, già noti ai servizi sociali «Non si tratta di ospitare per qualche notte, vogliamo uscire dall’emergenza»

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Nel corso della presentazione della ‘Lettera alla città’ e della riapertura del Duomo, è stato presentato anche l’ampliamento del centro di accoglienza della Caritas diocesana di via dei Servi, centro dedicato a papa Francesco. Questa che viene definita una “opera segno” di Caritas, infatti, è già in funzione con un centro diurno per una quindicina di utenti e con un centro di accoglienza per 8 persone, con l’ampliamento ormai prossimo si passerà a 15 posti letto in una vera e propria casa: «L’idea è proprio quella della casa – evidenzia Federico Valenzano, vice direttore di Caritas diocesana – e dà il senso di come la Chiesa di Modena e la Caritas diocesana intendano l’accoglienza. Non si tratta soltanto di evitare che nessuno muoia di freddo, per quanto questo sia determinante, ma di un vero e proprio incontro e di un appello ancora più impegnativo per la comunità cristiana: il Vangelo, infatti, propone la logica del dono».

Nel centro saranno accolti quindici uomini adulti, italiani e stranieri (come del resto italiani e stranieri sono gli utenti del centro diurno), persone conosciute dal centro di ascolto della Caritas diocesana, dai servizi sociali del Comune o dalle parrocchie, proprio perché la logica è di creare un percorso di conoscenza e di convivenza, con la cena in comune e con volontari e operatori Caritas a supervisionare. «Vogliamo uscire con questa opera segno dalla logica emergenziale – sottolinea Valenzano - non si tratta di ospitare per qualche notte. La Chiesa di Modena lavora, anche insieme al Comune, con i poveri e non solo per i poveri e, in strutture parrocchiali o di altre realtà ecclesiali, sta già accogliendo 65 persone in città».

Il vescovo è poi tornato sul significato della lettera alla città. Per il Patrono quest’anno il vescovo Erio Castellucci ha scelto di riflettere sul tema demografico, sulle culle vuote: «Questo tema rappresenta una delle urgenze segnalate da più parti. La natalità è uno degli indici della speranza sociale e, dunque, i numeri ci dicono che siamo una società che fatica a sperare. Ma – e qui arriva il nocciolo – servono politiche concreto a sostegno della famiglia». —



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