«È un dovere comunicare ogni esame al paziente anche se manca la fiducia»
Il presidente dell’Ordine dei Medici di Modena spiega: «La nostra deontologia prevede che ci sia sempre scambio di informazioni»
«Senza entrare nel merito della sentenza, posso dire che dal punto di vista della deontologia medica gli esiti delle analisi vanno comunicati al paziente e possibilmente, se si cambia medico, al collega che seguirà quel paziente. Se si cambia medico, il referto deve essere consegnato al medico successivo o meglio ancora al paziente, se si vuole salvaguardare la sua privacy. In ogni caso, la regola è che il paziente deve essere sempre aggiornato sull’esito delle analisi e dei rischi che può correre».
Il dottor Mauro Zennaro, cardiologo e presidente dell’Ordine dei Medici e chirurghi di Modena, sottolinea alcuni aspetti importanti che riguardano la sentenza d’appello che ha portato nuovamente alla condanna di una ginecologa privata.
Dottore Zennaro, esiste un obbligo da parte del paziente di consegnare al suo medico i referti chiesti?
«Da quanto si capisce, siamo di fronte a un atteggiamento strano tra medico e paziente. Si dice che la paziente in gravidanza non ha consegnato il referto delle analisi mediche che dovevano valutare un rischio di Cmv. Questa decisione, che viene giustificata come una dimenticanza, in ogni caso mostra un comportamento che va contro la sua stessa sicurezza e una mancanza di fiducia verso quel medico».
Il medico può insistere col paziente per ottenere un referto richiesto?
«Sì, può insistere e chiedere di portarglielo ma se il paziente non si mette a disposizione diventa difficile. Mi pare che in questa vicenda ci sia un atteggiamento di sfiducia reciproca. Soprattutto davanti ai problemi che la madre aveva avuto già alla prima gravidanza, tutto questo non doveva succedere. Certo, il medico deve agire sempre per il meglio e per la salute del paziente».
Nella sentenza, però, i giudici ricordano che il medico era sicuramente tenuto a preoccuparsi degli sviluppi degli accertamenti che aveva richiesto e poteva farlo tenendo una cartella clinica, annotando appunti su un diario o sollecitando i referti anche se non venivano spontaneamente esibiti dalla paziente. Ma non è andata così.
«Posso dire che sarebbe stato sicuramente opportuno se quel ginecologo avesse messo a conoscenza dei dati e dei suoi dubbi il collega che l’ha succeduto. Se non altro avrebbe permesso di ripetere gli esami e accertare di nuovo se c’era un rischio».
Ma è obbligatorio tra medici che si succedono passarsi le cartelle di un paziente?
«No, non è obbligatorio, ma è un comportamento che tra medici dovrebbe essere buona norma. Se poi guardiamo la questione dal punto di vista della privacy, è meglio ancora se i referti vengono consegnati dalla paziente stessa al nuovo medico».
Come si legge nel Codice Deontologico medico, «i medici coinvolti nell’affidamento degli assistiti, in particolare se complessi e fragili, devono assicurare il reciproco scambio di informazioni e la puntuale e rigorosa trasmissione della documentazione clinica». —
C.G.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google
