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finale 

Favori alle associazioni, nove a processo Imputati due ex sindaci e gli assessori

Francesco Dondi
Favori alle associazioni, nove a processo Imputati due ex sindaci e gli assessori

Il Gup Romito rinvia a giudizio Ferioli, Soragni, d’Aiello e Reggiani oltre alla vicaria comunale, un imprenditore e tre volontari

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Il giudice per l’udienza preliminare Andrea Romito impiega 63 secondi a dare lettura del dispositivo che rinvia a giudizio metà della giunta dell’ex sindaco Fernando Ferioli, l’ex primo cittadino Raimondo Soragni, tre volontari, un funzionario comunale e un imprenditore. In quei 63 secondi conferma i patteggiamenti per l’ex segretaria comunale Natalia Magaldi e dell’ex capo ufficio Lavori pubblici, Giulio Gerrini e condanna tre volontari del circolo Quartiere Ovest che avevano optato per l’abbreviato.

Chi è in aula si guarda stupito, il pm Marco Niccolini, che ha coordinato le indagini dei carabinieri del Nucleo Operativo di Modena e dei colleghi della caserma di Finale, è il primo ad uscire dalla stanza al secondo piano del tribunale di Modena.

Gli imputati lo rivedranno il 23 maggio quando inizierà il dibattimento del processo che coinvolge l’associazionismo e una grande parte della classe dirigente comunale dell’ultimo decennio.

LE ACCUSE

Serviranno sessanta giorni per iniziare a capire qualcosa di più della decisione del giudice Romito e sarà possibile farlo quando depositerà le motivazioni che hanno portato alla condanna del circolo Quartiere Ovest. Fino a quel momento restano, come macigni, i reati contestati dalla Procura che vanno dalla truffa fino all’abuso di ufficio passando per la falsità materiale e ideologica.

L’accusa ha messo nel mirino alcuni scorci dell’associazionismo finalese e massese. Il 23 maggio dovranno presentarsi in tribunale Franco Ferrari e Dante Veratti in veste di referenti della Bocciofila Massese, accusati - con Ferioli, gli ex assessori Angelo d’Aiello e Fabrizio Reggiani e l’ex vice segretaria comunale Monica Mantovani,- di aver consentito all’associazione di gestire gli spazi della bocciofila senza averne diritto e ottenendo un indebito vantaggio economico grazie alle attività commerciali organizzate (partite, uso del bar, affitto della sala Meridiana, tornei di beach tennis).

Nello stesso filone entra anche il lavoro di Gerrini che per sistemare la Bocciofila nel post terremoto ne certificò l’uso per le scuole massesi, ottenendo un rimborso regionale.

La delibera comel

È forse la parte più complessa del procedimento e va sommariamente riepilogata: c’era l’urgenza di incassare un contributo della Regione per realizzare un auditorium e venne individuata l’area ex Comel, nel ghetto ebraico. I tempi stringevano e, a quanto sostiene la Procura, la delibera votata all’unanimità dalla Giunta avrebbe invece ricevuto il voto contrario di tre assessori (Lisa Poletti, Fabrizio Reggiani e Massimiliano Righini), che se ne lamenteranno con Ferioli e il segretario comunale, costretti quindi - è sempre il teorema accusatorio - ad alterare “mediante cancellazioni in tale senso il Registro delle delibere di Giunta”. Per la cronaca l’auditorium a Finale non è ancora stato realizzato né all’ex Comel né altrove.

LE MACERIE AL COAC

È il capo d’imputazione che riguarda anche l’ex sindaco Raimondo Soragni che avrebbe inviato al centro di protezione civile “Otesia” di Massa carichi di macerie in modo urgente senza che vi fossero i crismi. Un reato, semmai dovesse essere accertato, destinato ad essere prescritto.

LA FIERA

Anche questo argomento dovrà essere argomentato in tribunale. Si contesta una turbativa d’asta per l’assegnazione dell’organizzazione della fiera alla società “Accento” dell’imprenditore centese Alberto Tura. —

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