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Fuoriclasse/ Cinema Victoria, dietro le quinte con la direttrice Jessica «La mia vita è tutta qui»

Luigi Bernardi Sabrina Cerqua
Fuoriclasse/ Cinema Victoria, dietro le quinte con la direttrice Jessica «La mia vita è tutta qui»

A soli 33 anni si ritrova alla guida di un cinema multisala da record «L’unico aspetto stressante è la tendenza alla perfezione» 

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MODENA. Il Cinema Victoria è diventato negli ultimi anni punto nevralgico della città di Modena, luogo d’incontro di giovani e non solo, grazie ad una struttura che offre numerosi servizi capaci di soddisfare chiunque. Ma chi c’è dietro questo incredibile successo? Ci si aspetterebbe il classico uomo d’affari in giacca e cravatta: niente di più falso. Il direttore è Jessica Andreola, una ragazza di soli 33 anni.

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Come sei arrivata a ricoprire un ruolo così importante?

«Sono una di quelle persone che a soli 14 anni ha capito di non essere portata per la scuola. Così ho iniziato a lavorare, inizialmente al Mc Donald’s, dove mi è bastato ben poco per capire quanto fosse importante quel titolo di studio a cui avevo rinunciato, perciò ho ripreso a studiare. Dopo ho lavorato come barista e in seguito come cassiera qui al Victoria. Arrivare fin qui è stato graduale, grazie soprattutto agli insegnamenti dell’ex direttore».

Sei sempre stata appassionata al cinema?

«Si. Tutti i sabati e le domeniche andavo al cinema vicino casa con mia nonna. Crescendo ho imparato a conoscere di più questo mondo, ma non avrei mai immaginato che diventasse la mia vita».

Com’è organizzato il tuo lavoro?

«Di mattina ci incontriamo per occuparci della parte più “burocratica” come mail e preventivi, e all’apertura effettiva del cinema parte la solita bellissima routine».

Qual è l’aspetto più bello del tuo ruolo?

«Non c’è nulla di brutto in ciò che faccio, è tutto bellissimo. Forse l’unico aspetto stressante è la tendenza alla perfezione: siamo aperti 365 giorni l’anno, è possibile che almeno una proiezione non vada a buon fine».

Come avviene la scelta dei film da proiettare?

«Mi piacerebbe dire che è tutto molto poetico, ma in realtà la scelta segue dinamiche prettamente commerciali. A ciò si aggiungono casi particolari, come Bohemian Rhapsody, che rimangono in sala molto più del previsto, impedendo dunque la proiezione di altri film. Se la gente vuole vederlo, non puoi toglierglielo».

Avete vinto il Biglietto d’Oro, quali sono i numeri registrati?

«Dal 2008, anno dell’apertura, siamo in crescita. Nel 2018 le presenze sono arrivate a 800.000 e nel 2019 ne sono previste 900.000 grazie alle uscite in programma quest’estate, si pensi a Spiderman, Aladdin o il Re Leone». —


 

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