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Fuoriclasse/ La missione di Roberta per aiutare i ragazzi «Ci pensa la musica»

Arianna Beatrice Boschetti Gaia Lucilia Romano Mariateresa Giannotti
Fuoriclasse/ La missione di Roberta per aiutare i ragazzi «Ci pensa la musica»

Frison dirige l’istituto Meme e ha fondato il gruppo Ologramma «L’espressione attraverso il suono diventa una testimonianza» 

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MODENA. Il 4 settembre 1984 Roberta Frison, giunta alla stazione di Modena, fa un incontro che le cambierà la vita. L’uomo a cui chiede informazioni è Claudio Cavallini, pioniere della musicoterapia. È la chitarra che lei ha con sè ad attirare l’attenzione dell’artista e la loro comune passione per la musica li porta a lavorare insieme in quello che sarà un lungo progetto.

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Lei è solo una giovane chitarrista quando scopre la musicoterapia «una modalità di approccio - spiega - che utilizza la musica come strumento di comunicazione per intervenire a livello educativo e riabilitativo».

Dopo aver conseguito qualifiche professionali nell’ambito di questa disciplina e una laurea in Psicologia, diventa direttore dell’istituto Meme - un ente che si occupa di diversi ambiti di formazione dalla psicoterapia alla psicodinamica- e nel 2010 fonda il gruppo musicale Ologramma. «Si tratta di un progetto - continua Roberta - che include persone con diverse abilità e che da’ loro la possibilità di esprimersi attraverso la musica. Il gruppo, completamente gratuito, non prevede alcuna selezione per quanto riguarda età e diagnosi e ogni martedì si riunisce a suonare in modo continuativo nella sede dell’istituto».

Ormai l’iniziativa conta intorno ai quaranta artisti, i quali, come dichiara la psicologa «grazie a questo percorso di inclusività mettono in campo le loro abilità». I partecipanti attraverso le loro capacità creano opportunità nelle quali l’arte si fonde con la nascita di amicizie e amori. Si incontrano tutti i martedì e organizzano concerti, ormai sono più di quaranta gli eventi ai quali hanno partecipato.

Il concerto tenutosi il 25 gennaio presso il Forum Monzani è stato un’importante occasione per dare visibilità al loro impegno. Con la quinta edizione delle Giornata della memorie si è commemorato il “Progetto eutanasia”, del quale in epoca nazista furono vittime più di 200.000 persone disabili. Il gruppo Ologramma ha dato il suo contributo all’evento collaborando con altri musicisti e ballerine, per dare visibilità alle testimonianze di coloro che hanno assistito con i propri occhi di bambini alle atrocità della seconda guerra mondiale. Così il ricordo del passato si intreccia con uno sguardo verso le generazioni future, facendo sì che gli artisti si sentano parte integrante della loro società e riconoscano il potenziale che è in loro. —

Arianna Beatrice Boschetti

Gaia Lucilia Romano

Mariateresa Giannotti




 

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