Gazzetta di Modena

Modena

la protesta deL SINDACATO 

I Si Cobas raccontano tutte le irregolarità «E ora 2 licenziamenti»

L.G.

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Raccontano di demansionamenti, di turni di lavoro comunicati all’ultimo via messaggio (e a volte nemmeno comunicati), di settimane al lavoro senza giorni di riposo, e di capi che “invitano” i colleghi a manifestare contro di loro con la minaccia del licenziamento. In via Gherbella inizia un’altra settimana di sciopero per i lavoratori di Italpizza iscritti al sindacato Si Cobas, e a mezzogiorno del lunedì mattina sono una cinquantina le persone che manifestano sotto la pioggia gelata davanti ai cancelli. Personale di Evologica e di Cofamo, le due cooperative che hanno in mano gli appalti, e rappresentanti del sindacato che da settimane, quando la vertenza è stata riaperta dopo l’accordo dell’11 dicembre in Prefettura, sta portando avanti una durissima protesta che la settimana scorsa ha portato a nuovi scontri e al blocco della Vignolese. Ma ieri i lavoratori dello stabilimento di San Donnino avevano un motivo in più per manifestare: «Abbiamo appena saputo che ci sono stati due nuovi licenziamenti - spiega Simone Carpeggiani, coordinatore dei Si Cobas - si tratta di due dipendenti di Cofamo che avevano affisso un cartello in cui si diceva che non si può andare sui tetti senza rispettare la “linea vita”, ovvero le misure di sicurezza che in questi casi sono obbligatorie. Del resto - incalza Enrico Semprini, rappresentante modenese del sindacato - l’unica accortezza usata finora, almeno da quando alcune lavoratrici sono state demansionate e mandate a fare le pulizie sui tetti, è stata quella dire “attenzione che è pericoloso”».

I due erano stati sospesi e ora il licenziamento. L’altra motivazione che avrebbe portato ai nuovi licenziamenti, sempre secondo i Si Cobas, «è stata la scelta di appendere un cartello che annunciava l’assemblea sindacale: insomma - incalza Carpeggiani - mentre il prefetto convocava un nuovo vertice per cercare una soluzione, dalla cooperativa è arrivato un segnale di chiusura, con una chiara azione antisindacale». I Si Cobas chiedono «il reintegro dei lavoratori licenziati e il ritorno alle loro mansioni per i dipendenti demansionati. Poi ci incontreremo per capire cosa fare sui contratti - spiega Carpeggiani - anche perché al ministero hanno detto che il contratto applicato è sbagliato, mentre la Uil ha inspiegabilmente accettato un accordo per il contratto multiservizi: ci chiediamo quindi se ci troviamo di fronte a un vero sindacato». —

L.G.

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