L’autorità di Bacino: «La mega discarica? È in zona pericolosa e dovete bonificare»
Svelati i documenti che il Ministero ha girato al Comune Tutti contro la Regione: «Gazzolo non rispetta la gente»
FINALE. Appena ieri l’assessore regionale Paola Gazzolo aveva parlato in una nota ufficiale di «strumentalizzazioni di piazza» per far «leva sulle paure dei cittadini». Di fatto respingendo la manifestazione di sabato a Finale, contro la mega discarica di rifiuti industriali speciali prevista agli Obici, con l’ampliamento-riapertura del vecchio impianto.
La replica più lapidaria arriva dall’Autorità di Bacino del Po che ha finalmente risposto al Ministero dell’Ambiente, a sua volta sollecitato dal Comune di Finale: «La discarica risulta ubicata in area di inondazione catastrofica al verificarsi di inondazioni di piena ... o eventi di tipo residuale non previsti o non prevedibili (tracimazioni di argini o rottura di argini per cedimenti strutturali). Area allagabile per lo scenario P3 (elevata probabilità, eventi frequenti) per reticolo secondario di pianura ...».
LE LETTERE ISTITUZIONALI
Il Comune aveva scritto il 15 gennaio al Ministero, e il 21 il Ministero ha girato il quesito all’Autorità di Bacino, il cui riscontro a Ministero e Comune è stato protocollato il 23 gennaio, mercoledì scorso.
Non solo una conferma dei pericoli. L’Autorità di Bacino dispone infatti la bonifica della discarica, senza compromessi: «È necessario, qualora il gestore dell’impianto non abbia già provveduto, adempiere a quanto prescritto ... ed effettuare le verifiche sia in relazione alla attuale discarica che agli scenari di ampliamento del progetto... Gli eventuali progetti di mitigazione della vulnerabilità devono essere approvati dall’autorità idraulica competente».
IL SINDACO E L’ONOREVOLE
Dunque «l’area in cui è prevista l’espansione della discarica di Finale è a rischio elevato», affermano insieme il deputato finalese del Movimento 5 Stelle Vittorio Ferraresi e il sindaco Sandro Palazzi, citando il documento indirizzato al Ministero dell’Ambiente.
Alla richiesta del Comune di Finale, era stato allegato lo studio svolto dall’Università di Parma, “Progetto Resilience”, nell’ambito di una convenzione con l'Agenzia della Protezione Civile Regionale.
«L’Autorità di bacino ha condiviso gli esiti dello studio – si legge nel documento di risposta – e si conferma quindi quanto rappresentato dal Comune di Finale, in termini di gravosità degli scenari di allagamento». Scenari «che il Comune, il Movimento 5 Stelle e tutti i cittadini finalesi sottolineano da tempo. L’ampliamento della discarica non s’ha da fare – concludono Ferraresi e Palazzi – perché non sussistono le condizioni». L’assessore Gazzolo viene smentita anche su un altro aspetto: «Desideriamo ricordare all’assessore che sulla discarica di Finale il Governo non ha dato nessun via libera, competenza che spetta alla Regione – incalzano Ferraresi e Palazzi – Se proprio la Regione non intende ascoltare la voce dei cittadini che hanno manifestato sabato, presti attenzione almeno ai documenti presentati dal Ministero e dal Comune, oltre alla risposta dell’Autorità di bacino, e bocci il progetto di ampliamento».
«L’area su cui sorge la discarica è alluvionale e lo si sa da sempre», taglia corto in una sua nota l’Osservatorio civico Ora tocca a noi, citando tutti i documenti pregressi: «Feronia propone di arginare l’eventuale piena e conseguente allagamento con un muro di contenimento, lo propone prima di 2 metri ora di 3. Se non fosse tragico sarebbe ridicolo immaginare che le acque non possano trovare varchi per penetrare e disperdere gli inquinanti ovunque», aggiunge la nota.
SINISTRA CONTRO GAZZOLO
Contro Gazzolo anche la sinistra: «Siamo sconcertati da un intervento irrispettoso del consiglio comunale che ha deliberato il no a nuovi rifiuti, e che stravolge una realtà fatta da un progetto che prevede di collocare una discarica in zona alluvionabile con falde acquifere inquinate e da bonificare», afferma Stefano Lugli consigliere di Sinistra Civica e dirigente di Rifondazione.
Domattina, a Modena, la conferenza di Servizi deciderà —
A.SE.
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