Prima distrae la commessa e poi saccheggia la profumeria
«Mi ha mostrato un foglio, pensavo fossero i prodotti che voleva comprare invece era la lista della spesa» Momenti di tensione
È entrato nella profumeria poco dopo l’apertura e per distrarre la commessa le ha consegnato un foglio, come se fosse la lista di prodotti che voleva acquistare. La dipendente ha preso quel pezzo di carta, vi ha buttato lo sguardo e ha capito subito che c’era qualcosa che non andava. Sul foglio c’era sì una lista, ma era quella della spesa, che poco aveva a che fare con una profumeria: pane, mortadella, salame e altre cibarie... Pochi secondi, poi ha rialzato lo sguardo e quel cliente, un giovane di colore, si è rivelato per quello che veramente era: un ladro che stava frugando nei pressi della vetrina principale e che si stava intascando profumi, saponi e quant’altro. È accaduto ieri poco prima delle 10 alla profumeria Bisquit, che si trova all’angolo tra le vie Puccini e Bonacini, un negozio già finito nel mirino dei ladri all’inizio di dicembre dell’anno scorso, quando durante la notte venne spaccata la vetrina e messa a segno un’accurata razzia di costosi prodotti.
«Ormai questi malviventi non guardano più in faccia a nessuno - racconta la commessa della profumeria che si è trovata da sola, faccia a faccia col malvivente - Agiscono con una sfrontatezza inaudita e a loro non importa nulla se dici di chiamare la polizia, se urli, se minacci di reagire: fanno finta di niente, rubano e poi vanno fuori. Non si sa più come fare e questa delinquenza comune è un rischio per tutti noi commercianti». La donna infatti, appena ha notato quel giovane, sui trent’anni, vestito casual, piuttosto magro, che si metteva nelle tasche del giaccone i vari prodotti, ha urlato facendo chiaramente intendere di chiamare la polizia ma il ladro ha fatto finta di niente, continuando a prendere merce. «È pure rimasto incastrato nello spazio tra gli espositori e la vetrina e per uscire ha fatto anche dei danni ad un mobile. Si era innervosito, si dimenava e a questo punto ho temuto che potesse avere una reazione violente nei miei confronti». Il bottino, ancora da quantificare, si aggira sui duecento euro, a cui vanno aggiunti i danni che ha subito il negozio. —
S.TO.
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