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Elezioni 2019/ Muzzarelli lancia la sfida «Chi ha a cuore la città scelga la vera passione»

Luca Gardinale
Elezioni 2019/ Muzzarelli lancia la sfida «Chi ha a cuore la città scelga la vera passione»

Il sindaco si ricandida. La prima intervista che apre la campagna elettorale «Basta bugie e false paure. Peccato che a sinistra si pensi ancora all’eskimo»

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MODENA. Nel quaderno giallo con le anelle ha un po’ di tutto: tante immagini e tanti progetti - «non lo apro, altrimenti scrivete per settimane» - ma anche una frase. Quella la fa vedere, anche perché occupa tutta la prima pagina: «Non si può vivere di nostalgia - si legge - ma di passione».

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Parole che lo hanno guidato tante volte: l’ultima è stata sabato scorso, quando da Vignola ha ricordato l’ex moglie Paola Manzini, scomparsa dieci anni fa. Oppure tutte le volte che da ragazzo passava davanti al Policlinico, cercando il saluto di sua madre - scomparsa quando lui aveva 17 anni - dalla stessa finestra. E oggi quelle stesse parole le usa per la politica, «per la sinistra che anche a Modena è rimasta ferma all’eskimo» e per chi vorrebbe bloccare la città, «tanto l’importante è che si fermi tutto e loro sono contenti».

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Quella passione il “duca” Gian Carlo l’ha riversata tutta su Modena: «Io non chiedo mai di parlare bene di me - sorride - ma di parlare bene della nostra città».

A quattro mesi dalle elezioni amministrative che per la prima volta vedono la città veramente contendibile, il sindaco di Modena e candidato del Pd Gian Carlo Muzzarelli dà ufficialmente il via alla campagna elettorale con un’intervista alla Gazzetta.

Sindaco, partiamo dalla giornata di oggi, con la presentazione milanese del primo Motor show in salsa modenese.

«Oggi lanceremo il Motor Valley Fest, un evento molto importante che riporterà Modena al centro del mondo dei motori. Una grande sfida per un territorio che in quaranta chilometri quadrati ha la produzione delle auto più belle del mondo e per una terra che in un momento molto difficile ha saputo prendere una lamiera, piegarla e trasformarla nella macchina più affascinante di sempre. Oggi la sfida è doppia: da un lato dobbiamo andare avanti, guardando al valore della nostra storia e di quello che abbiamo fatto, e dall’altra dobbiamo guardare al futuro della mobilità. Anche per questo, all’interno del festival presenteremo quello che abbiamo fatto in questi anni con l’università, ovvero il progetto per la Modena automotive smart area, un progetto che guarda al futuro».

Cinque anni fa aveva proposto una Modena “dalla marcia in più”: oggi cosa resta da fare?

«Oggi la marcia in più è stata innestata, e la città corre di più rispetto al passato. Le cose da fare, però, sono ancora tantissime, anche perché una città sfidante deve pensare al tanto che ha fatto, ma soprattutto a quello che è ancora da fare. Oggi abbiamo un centro storico rigenerato, dove stiamo riportando le scuole superiori, ma vogliamo continuare ad “aggredire” i pezzi di città che hanno bisogno di essere rigenerati».

A proposito di rigenerazione, c’è il problema dell’urbanistica, con le 550 case di Vaciglio che hanno aperto un solco profondo con una parte di città.

«Sull’urbanistica è arrivato il momento di smettere di dire bugie e di dire la verità: il sindaco non ha firmato alcun accordo urbanistico in questi anni. Semplicemente, abbiamo ereditato delle situazioni, le abbiamo gestite, e dove abbiamo potuto farlo abbiamo proposto la nostra visione di città, portandola avanti in maniera molto chiara. La visione di ieri era quella di Modena con i satelliti, con il risultato che 26mila giovani sono andati a vivere fuori, e oggi la viabilità è insostenibile. Quando sono arrivato si ragionava sulla possibilità di costruire oltre le tangenziali. Ebbene, noi abbiamo proposto la città compatta, decidendo di non costruire oltre l’anello della tangenziale e, al contrario, progettando boschi urbani: non è cambiamento questo?».

Restando sul tema, oggi c’è il problema di una viabilità molto complicata sugli assi principali, dalla Nonantolana alla Vignolese.

«Anche in questo caso, la viabilità è il frutto di una scelta storica, quella di una Modena con i satelliti: noi abbiamo scelto la città compatta, che rappresenta la grande sfida per il futuro. E abbiamo diversi progetti per migliorare gli accessi, ma dobbiamo anche fare i conti con un governo che sta bloccando tutto: presto presenteremo il progetto per la Complanarina, che per noi è fondamentale per la viabilità, ma oggi bastano poche persone “anti-Modena” che trovano terreno fertile a Roma per fermare un progetto importante».

Un’altra questione delicata è quella del centro storico: nel momento migliore degli ultimi decenni dal punto di vista turistico, le vie più pregiate del centro hanno tra il 10 e il 15% di vetrine vuote.

«Oggi ci sono alcune aree della città che sono in difficoltà per diversi motivi. Del resto, il commercio sta radicalmente cambiando, e le nuove tecnologie, da Amazon in giù, stanno cambiando del tutto il mondo degli acquisti. Dall’altra parte abbiamo bisogno di negozi attrattivi e di qualità: in parte il centro sta recuperando, ma non può farlo solamente con i ristoranti e con il “food”. Insomma, oggi bisogna mettere in campo nuove azioni per aumentare le opportunità, tenendo però conto che gli affitti sono molto alti e che servono proposte commerciali attrattive. Prima che chiudesse, mi sono confrontato con il titolare della storica “Casa del Rasoio” di via Farini, che mi ha detto di aver cercato a lungo un giovane a cui cedere l’attività, ma senza successo: ecco, l’obiettivo è trovare le condizioni per stimolare gli imprenditori, a partire dai più giovani. E poi ci sono attività che devono provare a reinventarsi: il centro oggi regge per una serie di marchi e imprenditori che offrono grande qualità, puntando quasi tutto su cucina e agroalimentare».

E poi ci sono… le elezioni: ha conosciuto il candidato del centrodestra Prampolini, che nei giorni scorsi ha fatto notare che un sindaco non dovrebbe aver bisogno di un’applicazione per conoscere le necessità e i problemi dei cittadini?

«So che Prampolini è stato consigliere comunale in passato, ma non lo conosco. Senza dubbio avremo occasione di confrontarci: l’importante è che tutti lavorino per il bene della città. Per quanto riguarda le applicazioni, credo che un sindaco democratico debba ascoltare i cittadini tutti i giorni, e i cinque anni di esperienza mi dicono che questo confronto è ancora più necessario, quindi continuerò con le assemblee pubbliche, ma punterò anche sulle nuove tecnologie e sulle possibilità di arrivare con semplicità alle persone che questi strumenti offrono. Dunque sono pronto a confrontarmi con tutti i candidati, a partire da quello del centrodestra, sperando che il loro obiettivo non sia creare e trasmettere paura e pensare a una sorta di autarchia dal sapore sinistro e nostalgico come stanno facendo a Roma»

Lei è candidato del Pd. ma le alleanze a sinistra?

«Io ho dato la mia disponibilità. Sono convinto che Sinistra Unita sarà al nostro fianco, così come una componente civica che si sta facendo sotto. Ma c’è anche una sinistra con l’eskimo che guarda troppo al passato». —


 

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