Sant’Agostino: il progetto Aulenti sta per essere messo da parte
Dalla Soprintendenza manca ancora l’ok alle demolizioni «Questo Governo tarpa le ali a chi guarda al futuro»
Che non fosse una passeggiata lo si sapeva fin dall’inizio, visti i precedenti. Ma adesso che di precedenti se ne è aggiunto uno nuovo, e piuttosto vicino a Modena, la situazione si fa sempre più grigia. Al centro c’è il progetto di riqualificazione per il polo Sant’Agostino, che con 120 milioni di investimento è uno dei più importanti progetti culturali italiani dei prossimi anni. Un progetto che però, nonostante l’inaugurazione di “Ago” di metà dicembre, è ancora in attesa di un passaggio fondamentale per sbloccare tutto: il via libera della Soprintendenza alle demolizioni, che in Comune è atteso da tempo, ma non è ancora arrivato. E anche se al momento non ci sono novità da Bologna, il “no” arrivato dieci giorni fa al progetto di ampliamento del Palazzo dei Diamanti, a Ferrara, non fa presagire nulla di buono per il polo culturale modenese. Una preoccupazione confermata dal sindaco e candidato Pd alle amministrative di fine maggio Gian Carlo Muzzarelli: «Sul Sant’Agostino stiamo lanciando un’operazione importante - spiega - con la consegna del pezzo di appalto dell’ex ospedale Estense che sarà presentata a breve. Un progetto che sta andando avanti per la nostra volontà - incalza il primo cittadino - perché abbiamo messo la testa in un progetto culturale molto importante. Del resto, se dovessimo andare avanti con un governo che blocca tutte le opere e ritorna a un esasperato conservatorismo, ponendosi sempre in una dimensione di non sfida, non andremmo da nessuna parte. Questo governo - rincara la dose Muzzarelli - rischia solo di tarpare le ali a chi ha voglia di creare futuro, con il grande rischio che un altro pezzo di progettualità come quello di Gae Aulenti finisca per essere messo all’angolo». La sensazione, insomma, è che con il nuovo corso partito con l’arrivo della nuova soprintendente Ambrosini, e con la guida del ministero affidata ai Cinque stelle, si punti più alla conservazione che ai nuovi progetti, e di fatto ad affossare un progetto legato all’ex ministro Franceschini: «Per fortuna noi abbiamo fatto grande progetto culturale - chiude il primo cittadino - che stiamo lanciando con l’area dell’ex ospedale Estense e con interventi innovativi come le Digital Humanities. Insomma, noi vogliamo andare avanti nonostante tutto: crediamo che il progetto debba aumentare le opportunità, le attrattività e il benessere diffuso per tutta la città». —
L.G.
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