Un comitato di fedeli contro il Gay Pride
Si allarga il fronte del no al Gay Pride, la manifestazione che si terrà il primo giugno in città. Si è infatti costituito il comitato “San Geminiano Vescovo” «sotto la direzione - scrivono - di un gruppo di fedeli laici, con lo scopo di riparare il danno all’Ordine naturale e soprannaturale che un tale evento comporta».
«Purtroppo oggi la comunità fatica a percepire la gravità di queste manifestazioni - scrive il Comitato presentandosi - e men che meno capisce la necessità di riparazione: la propaganda Lgbt è riuscita a farle passare come “normali”, celando deliberatamente i veri scopi dietro ad un’apparentemente innocua richiesta di diritti. È nostro dovere ricordare che i presunti “diritti”, sono in realtà la distruzione della famiglia, il diritto di produrre bambini tramite l’eugenetica e l’utero in affitto, il diritto a diffondere le teorie gender nelle scuole e la giustificazione di pratiche aberranti come l’arresto della crescita dei bambini attraverso cure ormonali che bloccano appunto lo sviluppo. Il tutto con la pretesa di divenire casta protetta tramite leggi che definiscano omofobo chiunque esprima convinzioni contrarie ai loro diktat, instaurando il reato di opinione tipico dei regimi totalitari».
Intanto la deputata Fdi Ylenia Lucaselli rilancia l’appello al sindaco del coordinatore regionale Barcaiuolo affinché « sia posticipata la data della manifestazione, che ora si colloca tra il primo e il secondo turno delle amministrative». —
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