Il prefetto chiude l’alloggio dei profughi «Carenze igieniche»
Trasferiti da via Bergonzini i richiedenti asilo ospitati Il caso sollevato da Rosi: «Non era degno vivere così»
«Gravi carenze igienico sanitarie».
Questo il motivo che ha indotto la Prefettura all’immediata chiusura del centro di accoglienza per richiedenti asilo di via Bergonzini ad Altolà, frazione di San Cesario.
«Ieri mattina funzionari della Prefettura e dell’Azienda Usl hanno effettuato una visita ispettiva straordinaria presso la struttura di accoglienza per richiedenti asilo sita in via Bergonzini a San Cesario, a seguito di segnalazioni emerse sulla stampa locale. Essendo state rilevate - prosegue la Prefettura in una nota -, nel corso del sopralluogo, gravi carenze igienico sanitarie, il prefetto Maria Patrizia Paba ha disposto l’immediata chiusura della struttura e il trasferimento degli ospiti in altro centro di accoglienza».
La casa era gestita dalla cooperativa Caleidos: «Sono sempre stati fatti lavori di manutenzione per rendere il più possibile accogliente uno stabile che ha tutti i limiti e le caratteristiche proprie di una vecchia casa di campagna, così come aveva potuto verificare anche la Prefettura nel corso dei controlli passati – specifica Giorgio Dell’Amico, coordinatore del progetto Mare Nostrum - Periodicamente i muri sono stati ritinteggiati e le pareti trattate con appositi antimuffa, inoltre erano stati fatti diversi interventi di derattizzazione. Naturalmente l’età e la posizione dell’abitazione – circondata dalla campagna e immersa in un clima molto umido - rendono estremamente difficile l’eliminazione completa di muffa e topi. Per quanto riguarda il frigorifero in dotazione, definito “rotto”, è necessario sottolineare che si era semplicemente staccata la spina».
Il caso era stato sollevato ieri dal consigliere comunale Luciano Rosi (Viva San Cesario), che nei giorni scorsi aveva effettuato una visita nella casa: «Avevo trovato topi e una situazione igienica preoccupante, tanto che mi ero attivato per richiedere immediatamente un’ispezione da parte del Comune. E mi sono alterato di fronte alle dichiarazioni dell’amministrazione comunale che minimizzava la situazione. Questo non è il modo di ospitare degli uomini che alle loro spalle hanno un passato pesante. Se vogliamo davvero fare accoglienza allora le istituzioni si devono applicare affinché sia riconosciuta la giusta dignità agli esseri umani». —
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