Gazzetta di Modena

Modena

DA IERI MATTINA 

Si Cobas, riprende la protesta «Altre ignobili vessazioni»

«Ai lavoratori fuori dai cancelli sono arrivate lettere di demansionmento e tagli di stipendio di 200 euro: denunceremo alla Procura»

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Nuovo picchetto, con tanto di manifestazioni, urla e blocco dei camion ieri davanti all’azienda di San Donnino, anche se non ci sono stati gli scontri della settimana scorsa. Situazione di nuovo tesa davanti alla sede di Italpizza, dove lo sciopero dei lavoratori iscritti al sindacato Si Cobas è ripresa dopo il tentativo di conciliazione che era fallito lunedì sera in Prefettura a Modena.

Così, già dalle prime ore del mattino di ieri una cinquantina di manifestanti (tra lavoratori e rappresentanti del sindacato) sono rimasti davanti ai cancelli dell’azienda, fermando alcuni dei camion in entrata e in uscita. Sul posto, come era avvenuto nei giorni scorsi, sono intervenute diverse Volanti della polizia e alcuni mezzi della municipale, anche se la situazione si è fatta meno tesa nel pomeriggio: lavoratori e sindacalisti se ne sono andati in serata ma le manifestazioni riprenderanno questa mattina.

«Arrivati al nono giorno di sciopero, da Italpizza ancora nessuna apertura - fanno sapere i Si Cobas - l’unica proposta emersa è quella di spostare gli iscritti al sindacato ad un reparto “confino”, quello del deboxing, una magazzino dove vengono stoccati i bancali congelati, con temperature vicine allo zero, dove le donne che prima stendevano e farcivano pizze dovrebbero spaccare i blocchi di ghiaccio sul pavimento per poi passare i materiali alla cucina attraverso un foro nel muro, segregate dagli altri operai».

Un nuovo affondo diretto ad azienda e cooperative sui lavoratori che sono stati prima licenziati e successivamente reintegrati: «Nel frattempo - riprendono i rappresentanti della sigla sindacale - ai lavoratori fuori dai cancelli sono giunte lettere di demansionamento e decurtazioni dello stipendio di 200 euro a testa. Nessuna apertura nemmeno sui due delegati sindacali reintegrati il 16 gennaio grazie all'accordo prefettizio, ma nuovamente licenziati il 21 gennaio. In settimana queste ignobili vessazioni - chiudono i Si Cobas - verranno denunciate formalmente alla Procura e all’Ispettorato del lavoro». —

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