Bloccata in extremis maxi rissa tra bande di studenti minorenni
Cinquanta ragazzini provenienti anche da Mirandola, Cavezzo, Novi e Medolla si danno appuntamento per una scazzottata ma scatta l’allarme. L’ipotesi droga
Partite di “erba” non pagata tra studenti che fanno consumo di droghe leggere. Debiti che hanno innescato rivendicazioni reciproche, antipatie. In un crescendo che doveva essere risolto come nel Far West, con una gigantesca scazzottata tra bande.
Dalle dimensioni tali che l’ipotesi droga potrebbe lasciare il campo a quella della “moda” di sfasciarsi di botte tra giovani . Così, senza un consistente perché.
L’area prescelta per la sfida tra i gruppi di ragazzi era il parco Diazzi di Concordia, dietro al cimitero, non lontano dalla stazione dei bus, ieri pomeriggio.
A gruppi, le due (o più) bande hanno fatto convenire quelli pronti a picchiarsi, amici, fan, curiosi. E alla fine sarebbero stati in cinquanta, a darsele di santa ragione.
I carabinieri, che ieri sera dal comando di Modena hanno spiegato i contorni dell’incredibile episodio, riferiscono della preziosa telefonata di una donna della zona alla centrale operativa: «Venite, là ci sono dei ragazzi che stanno per picchiarsi», ha detto in sostanza, molto preoccupata.
Una segnalazione preziosa, carpita ad uno dei minori ed immediatamente trasmessa, cui ne sono seguite altre. I militari della stazione di Concordia e di quelle limitrofe - San Felice e San Prospero in particolare - si sono precipitati in via per Mirandola. Giusto in tempo per “accogliere” la corriera in arrivo da Mirandola. Sopra c’erano una ventina di minorenni, tra i 15 e i 17 anni. I militari si sono trovati davanti ragazzini pronti a tutto, determinati. Li hanno bloccati sul posto, mentre altre pattuglie fermavano altri gruppetti, di sei sette ragazzi alla volta, già convenute in zona.
Molti gli italiani, moltissimi di famiglie di immigrati nordafricani (ma anche un ivoriano, un moldavo e qualche pakistano). Ragazzi che sono stati fermati ed identificati uno ad uno: vengono da Mirandola, Novi, Cavezzo, Medolla. E Concordia. Si è così creata una situazione surreale, durata almeno due ore, con i carabinieri impegnati ad evitare la scintilla, il contatto così atteso. I giovani sono stati “marcati” e lentamente convinti a riprendere la strada - e i bus- verso casa.
Dai primi accertamenti si parla di un luogo prescelto nelle ore precedenti, attraverso il tam-tam sul social network, a quanto risulta Instagram. Tam tam iniziato già in orario scolastico: quasi tutti i ragazzi risultano iscritti all’istituto Galilei di Mirandola. Per i militari le cause scatenanti sono ancora in via di accertamento.
Ma all’istituto Galilei i compagni di classe di alcuni dei minori coinvolti li hanno sentiti parlare di mancati pagamenti o dispetti sulla vendita e il consumo di droghe leggere. Ora sarà informata la Procura dei Minori. —
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