È ritornato a casa il 19enne ustionato
Un ritorno alla vita. Il ragazzo “travolto” dall’esplosione del gas, dalle fiamme che lo avevano avvolto tanto da coprirlo di ustioni gravissime nell’80% del suo giocane corpo, è stato dimesso. Può nutrirsi da solo, può anche camminare: riparte da questo, dai suoi 19 anni e da questa prima tappa, fondamentale e in un certo senso eccezionale. Ha vinto la speranza: il 19enne è nella sua cittadina in provincia di Torino, con i suoi genitori e i fratelli, e svolgerà un lungo percorso di riabilitazione e di cure specifiche. Era il 5 dicembre dell’anno scorso: quella mattina il centro ebbe come un sussulto. Uno, due boati, un’alta colonna di fumo nero, vicino alla Ghirlandina. Era pure scattato l’allarme anti-terrorismo perché era accaduto qualcosa proprio accanto alla sinagoga, in piazza Mazzini. Le Volanti erano in zona e arrivarono per prime in via Blasia, una laterale, in una palazzina, con alcuni appartamenti di proprietà della comunità ebraica. In uno di questi era da poco entrato in affitto il 19enne, studente in Ingegneria: nuova cucina, nuovi arredamenti. I poliziotti si intrufolarono tra fumo e macerie e, sfondando una porta e saltando muretti, raggiunsero il ragazzo, lo presero e lo consegnarono all’ambulanza. Un salvataggio provvidenziale perché rapido. Da Modena subito a Parma: ustioni di 3° grado, più di un mese in Rianimazione e 16 giorni al Centro ustioni del Maggiore. «Tra tutte le patologie traumatiche – spiega Sandra Rossi, primario della 1 Anestesia dell’ospedale – l’ustione è la più insidiosa perché sovverte tutti i meccanismi di equilibrio dell’organismo. La giovane età e la resistenza fisica hanno aiutato tantissimo. Fondamentale è la sinergia con i chirurghi del Centro ustioni». «I trattamenti - spiega Edoardo Caleffi direttore della Chirurgia plastica e Centro ustioni - sono iniziati durante il primo periodo di emergenza, nel quale il paziente era in ventilazione meccanica assistita, una volta trasferito presso il Centro abbiamo svolto una serie di trattamenti con medicazioni avanzate che, insieme a un intenso percorso riabilitativo, gli hanno consentito di riprendere a camminare, di alimentarsi autonomamente e di essere dimesso». Quanto all'esplosione, è aperta un’inchiesta contro ignoti per disastro colposo. —
S.TO
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