La storia degli ebrei raccontata dal rabbino
Esiste una differenza tra leggi razziali e leggi anti ebraiche? Su questo si è interrogato il rabbino Beniamino Goldstein, capo della comunità di Modena e Reggio, durante la serata organizzata in sala Biasin.
Dopo l’accoglienza di benvenuto da parte del sindaco Claudio Pistoni, il rabbino ha illustrato la situazione delle comunità ebraiche nei diversi territori europei tra le due guerre, analizzando attraverso una comparazione le analogie e differenze delle legislazioni antiebraiche. Una chiave d’osservazione unica, più personale rispetto agli sterili libri di scuola e che pone l’Italia sotto una luce positiva. «Il problema ebraico - ha spiegato - non esisteva in Italia. Non erano visti come una minoranza, erano infatti una comunità perfettamente integrata. In Germania era impossibile dividere il nazismo dall’antisemitismo. L’Italia si oppose alla deportazione fino a quando nel 1943 partì come ordine dallo Stato, ma non come odio dal popolo, non c’è mai stato un coinvolgimento profondo». Un odio che quindi si annidava altrove, in Germania, dove l’ordine di uccidere nasceva in maniera crudele. In paesi come Polonia e Ungheria gli ebrei erano visti solo come una minoranza nazionale a livello di popolo: l’idea dell’antisemitismo radicale e del reputarli come una razza inferiore, quasi come anti umani, era lontano dalle loro mentalità. —
E.C.
BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google