Gazzetta di Modena

Modena

la scelta dei primari 

Nuove nomine per microbiologia, chirurgia senologica e pronto soccorso

D.B.

Sarà un mese di cambiamenti per i due ospedali con reparti di eccellenza che attendono di conoscere l’esito delle selezioni 

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Sono giorni di grande cambiamento per il Policlinico di Modena. Non solo la “volata finale” per concludere anche primi dei tempi previsti i cantieri e dare il via alla gara per il nuovo reparto materno-infantile, ma anche quelle scelte strategiche necessarie e indispensabili perchè due strutture come Policlinico e Baggiovara diventino veramente un corpo solo e un’anima sola. La differenza, si sa, la fanno sempre le persone.

E proprio le prossime settimane saranno importanti per definire i nuovi vertici in alcuni reparti.

«Con l’università si è creato un rapporto molto positivo e quando è iniziata la sperimentazione tutto questo si è riversato positivamente anche sull’ospedale civile - spiega il dg Ivan Trenti - passando dalla diffidenza e dalla dietrologia storica nel rapporto tra universitari e ospedalieri, ad una vera e propria collaborazione virtuosa. Oggi c’è feeling all’interno della struttura, in tutte le sue componenti. Il lavoro fatto sulla squadra ibrida ha permesso a tutti di sentirsi parte di una squadra».

Poi si sa, che in una squadra ci sono diversi ruoli. Che cosa cambierà? Nuovi primari sono in arrivo. In corso ci sono tre procedure di selezione, che porteranno ad altrettante nomine in tempi brevissimi. Il pronto soccorso di Baggiovara, la microbiologia di Baggiovara che segue tutta la provincia e il laboratorio Blu e la chirurgia senologica sono i tre posti di vertice che troveranno un nuovo nome nelle prossime settimane.

Quest’ultima, al Policlinico diventerà una struttura complessa grazie ai meriti conquistati sul campo dal professor Giovanni Tazzioli e dalla sua equipe, che hanno fatto diventare il Policlinico un punto di riferimento italiano con certificazione europea.

Le due nomine di Baggiovara sono allo stesso modo di peso, perchè coinvolgono ambiti fondamentali dell’organizzazione ospedaliera modenese.

Un’organizzazione che ormai è una rete, perchè non c’è scelta del nucleo ospedaliero principale che non coinvolga anche gli ospedali di provincia di pertinenza Ausl: «Siamo uno stabilimento di un’azienda unica - conclude Trenti - che ha messo a disposizione della provincia i propri professionisti. Il grande ospedale non ha tolto risorse agli ospedali di provincia, lo dicono i bilanci e l’impegno di nostri medici a far crescere anche gli ospedali più piccoli». —

D.B.

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