Gazzetta di Modena

Modena

sgominata la gang 

Otto assalti in appena due mesi Banda di rapinatori in manette

Saverio Cioce
Otto assalti in appena due mesi Banda di rapinatori in manette

La polizia li ha bloccati dopo l’ultima aggressione finita con un accoltellamento Le vittime scelte a caso, di notte: dopo le minacce rubavano anche le automobili

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Otto rapine in meno di sessanta giorni. Un bottino complessivo di qualche centinaio di euro diviso fra poche persone di cui un paio in corso d’identificazione. Quattro macchine rubate (una Panda, una Idea Fiat, una Giulia e una Bmw), usate nei raid per derubare altre vittime. In più due pestaggi e l’accoltellamento di un giovane sorpreso di notte, da solo, nel parcheggio all’esterno di un locale. È questo il bilancio di un gruppo di malviventi che sceglieva le sue vittime a caso. La tecnica era sempre la stessa. In due o tre al massimo arrivavano dalla vittima ferma in macchina protetti dall’oscurità; in piena notte puntavano il coltello alla gola e si facevano consegnare, con minacce secche, portafogli, qualsiasi oggetto prezioso adocchiato e spesso anche la vettura. Poche frasi smozzicate, impastate dalla concitazione della cocaina appena presa e con l’ansia di trovare i quattrini necessari per la successiva.

Ma la strada di rapinatori seriali si è fermata l’altroieri con l’arresto dell’ultimo della gang, fermato dagli agenti proprio mentre era in Questura per l’obbligo di firma. Lui e i suoi complici si sentivano così impuniti e impunibili da farsi beffe anche dei controlli di polizia, andando a firmare i registri di mattina per poi compiere le rapine la sera.

Sono così finiti in manette due maghrebini di 35 anni e un terzo è stato pure denunciato per una lunga serie di aggressioni iniziate il 28 novembre scorso.

La prima vittima è stata scelta in via Emilia Ovest, una giovane prostituta albanese. La seconda due notti dopo, alle 3.30 a Baggiovara: le vittime questa volta erano due, pure loro marocchini. Uno di loro ha forse reagito o comunque ha scatenato l’ira incontenibile di quello che al momento viene indicato dagli investigatori come il capo della gang, 35 anni, in Italia da diversi anni con un permesso per ragioni umanitarie; il risultato è una ferita lunga e profonda, con quaranta punti di sutura. Con il secondo colpo gli inquirenti si sono avviati con sicurezza sulla strada della gang, amici improvvisati per qualche notte nei cascinali abbandonati tra Baggiovara e la strada Contrada, a poca distanza da Modena. Troppe le analogie, a cominciare da quella casualità che portava i rapinatori a scegliere bersagli isolati e senza difese. Poi è stata un’escalation. Tre colpi in 72 ore, nei primi tre giorni di dicembre, tra cui una prostituta albanese che hanno cercato di violentare. L’ultimo colpo ad Anzola di Bologna, quattro giorni fa. Le intercettazioni disposte con i Pm hanno escluso, secondo la Questura e il pm che segue le indagini, ogni dubbio sull’identità dei malviventi. —



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