“Pendolare” delle rapine Pietro Iacono torna in carcere
Operazione e altre accuse della polizia in Calabria, dove il 22enne era ai domiciliari Il padre è in cella, lo zio appena liberato dopo aver sparato a un vicino di casa
Ad appena 22 anni era già detenuto per rapina. Adesso gli viene contestata l’associazione a delinquere, con lo scopo di commettere rapine in serie, con l’uso di armi pericolose.
Pietro Iacono, calabrese di Rosarno e novese adottivo, è stato arrestato su disposizione della Procura della Repubblica di Palmi, dopo le indagini condotte dal Commissariato di Polistena e dalla Squadra Mobile di Reggio Calabria. Quattro le rapine che vengono contestate a lui e ad altri nove complici, quattro dei quali raggiunti, come lui, da una ordinanza custodia cautelare; gli altri cinque, invece, da misure meno restrittive.
Secondo le prime indagini, la banda commetteva rapine nella Piana di Gioia Tauro, che Pietro raggiungeva da “pendolare”, almeno quando abitava a Novi insieme alla sua famiglia. Anche se da Novi, però, il 22enne manca da qualche tempo: a marzo 2017, durante una rapina a mano armata in un supermercato di Cinquefrondi, venne arrestato con due dei complici in una operazione lampo della polizia.
Finito in carcere e poi agli arresti domiciliari, aveva scelto di trascorrere la detenzione nella casa dei parenti a Rosarno. A Novi dunque non era più tornato e il suo nome era stato archiviato. Fino all’altro giorno quando sono venute a conclusione le indagini su rapine precedenti, commesse tra il 2016 e il 2017 dalla banda: una era stata messa a segno in un altro supermercato, una in una farmacia, un’altra nella filiale di Polistena del Montepaschi, con un bottino di quasi 40mila euro.
Pietro è figlio di Salvatore Iacono, che a Novi risulta abitare tuttora. Per la verità anche lui si trova in custodia cautelare, dopo essere stato arrestato per una violenza a sfondo sessuale ai danni di una barista che lavorava a Rolo. I due avevano avuto in passato una relazione; Iacono l’aveva attesa con un pretesto all’uscita del lavoro, e la cosa era finita nel peggiore dei modi.
Novese è anche Cristian, fratello di Salvatore e zio di Pietro. Cristian Iacono era stato arrestato ad agosto 2017 quando sparò al vicino di casa di suo suocero. Futile il motivo della sparatoria: il vicino aveva parcheggiato l’auto, a suo dire, intralciando il passo dello suocero. Dopo aver sparato all’uomo lo aveva lasciato ferito a terra e se ne era andato.
Trascorso un anno, Cristian Iacono è stato liberato, prima col braccialetto elettronico, mentre oggi è libero di girare per Novi, ma con obbligo di residenza. —
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