Un sogno chiamato “Città distretto” L’idea di Pistoni non è mai decollata
Promozioni, un’immagine comune per favorire l’economia e anche un assessorato ad hoc. Ma Sassuolo è rimasta sola
Cinque anni dopo possiamo ormai certificare con sicurezza il fallimento di uno dei capitoli più interessanti del programma delle amministrazioni comunali elette nel 2014: la “Città distretto” non è mai decollata e probabilmente non è neanche mai esistita. Un sogno, un progetto che veniva spiegato con grande partecipazione di candidati sindaci e del Politecnico di Milano, ai tempi della campagna elettorale 2014: un territorio unitario e univoco, non solo nel distretto sassolese ma destinato a coinvolgere anche i Comuni ceramici della sponda reggiana. Promozioni, iniziative, creazione di un'immagine comune e di occasioni imprenditoriali e commerciali. Non si è verificato niente di tutto questo. I Comuni della sponda reggiana non sanno neanche dell'esistenza di un'idea di “Città distretto”. Il Politecnico è stato di fatto defenestrato dopo essersi pronunciato sfavorevolmente rispetto alla programmazione urbanistica di Cisa Cerdisa e zona Motta a Fiorano. Fra le sue proposte c'era anche una sorta di “vetrina industriale” lungo gli svincoli e le rotatorie della Pedemontana, filo d'asfalto che congiunge l'intero distretto ceramico. Mai vista né messa in cantiere. Dei grandi progetti che avevano portato addirittura il Comune di Sassuolo (l'unico) alla creazione di un assessore alla “Città distretto”, resta pochissimo: nei primi anni conditi di entusiasmo, alcuni tour di visita alle eccellenze ceramiche del territorio, aziende e musei. Poi soprattutto loghi e marchi: Ceramicland all'entrata delle città: Terra Maestra come simbolo unificante dell'artigianato e dell'industria ceramica locale. Ma sono rimasti loghi. L'ultimo progetto, stando al sito Ceramicland, realizzato a livello in qualche modo unitario, è una tre giorni su territorio, cultura e design dell'ottobre 2018. Non abbastanza per un'idea che voleva essere totalizzante, motore di nuove politiche del territorio e di nuove relazioni industriali. Almeno questo era l'intento generale del sindaco di Sassuolo Claudio Pistoni, scontratosi però fin da subito con l'indifferenza o l'opposizione di altri territori. Saltuariamente collaborativi Fiorano e Formigine, disinteressata Maranello forte della notorietà che le deriva dal Cavallino e che le procura trecentomila visitatori l'anno senza sforzi di fantasia e per niente desiderosa di condividerli. Eppure l'idea di base era giusta e, declinata nell'anno dell'Expo di Milano, aveva l'intento di usare quella vetrina mondiale per portare almeno una fetta residua di persone a conoscere questi territori, per eccellenze sia storiche e turistiche che industriali. L'obiettivo, come molti ricorderanno, era cinquantamila visitatori e ci si fermò a trentamila. Poteva essere un buon inizio, invece è stato un episodio senza seguito. Il coordinamento dei Comuni su questi aspetti è via via scemato. Ogni Municipio continua a curare i suoi eventi e i suoi siti, con contatti minimi o inesistenti con gli altri. L'unica iniziativa ricreativa distrettuale, “Bellezze in bicicletta”, ha ballato una prima felice stagione e alla seconda era già visibilmente calata. Perfino la “Maratona della città distretto”, citata nel programma di Pistoni, che doveva servire a unire fisicamente i territori, non è mai andata oltre le poche righe scritte negli intenti. Il fallimento si può facilmente estendere all'Unione dei Comuni, rimasta alla sua primordiale funzione di elemento unificante di alcuni dei servizi ed uffici del distretto con meri fini di contenimento dei costi, senza essere mai andata oltre e aver utilizzato un potenziale che sicuramente c'era per rendere davvero il territorio ceramico unitario e coordinato. Giorni fa, all'inaugurazione dell'ennesimo sito locale sul turismo, questa volta ad opera del Comune di Fiorano, il consigliere sassolese Venturelli, uno di quelli che si erano maggiormente spesi per la città distretto, è sbottato: «Dopo 5 anni di lavoro, di promesse e di racconti sulla “Città distretto”, possiamo finalmente decretarne la fine. Con questo si può finalmente celebrare l'affossamento di qualcosa che doveva essere e io speravo che fosse, ma tutti gli amministratori dei quattro comuni non hanno mai avuto la voglia e l'interesse per lavorare su questo fondamentale progetto». —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google