Bergamaschi (Confagricoltura):«Certo gli argini hanno tenuto ma si deve fare ancora di più»
«Per fortuna la manutenzione lungo il Secchia è stata fatta ma occorre rendersi conto che le casse di espansione devono essere ampliare»
«Senza i lavori agli argini sarebbe stata una tragedia, ma bisogna fare di più». Eugenia Bergamaschi, presidente regionale di Confagricoltura, chiede«un esame di coscienza» agli organismi responsabili della manutenzione dei fiumi. Bergamaschi è partita dalla situazione bolognese per poi fare il punto dei problemi sul territorio modenese. «Rispetto al 2014 la manutenzione nel Secchia viene fatta – spiega l’imprenditrice – perché, se non fosse stato così, sia sabato scorso sia il 12 dicembre 2017 ci sarebbe stata una tragedia. Tuttavia, i lavori fatti non sono sufficienti. Occorre intervenire sulle casse di espansione, sottostimate rispetto alla portata dell’acqua. Non è possibile che in 24 ore ci siamo ritrovati in una situazione d’emergenza. In una giornata è caduta una quantità d’acqua pari a quella che normalmente cade in un mese, ma la neve non era eccessiva. Occorre fare una seria riflessione e aumentare la portata delle casse d’espansione».
Per il presidente di Confagricoltura, le condizioni atmosferiche hanno in qualche modo agevolato. «Siamo stati fortunati che sia stato un inverno poco piovoso e vi sia stata siccità in montagna – sostiene Bergamaschi – perché non oso pensare cosa sarebbe successo altrimenti». I dati 2017 del Centro Studi di Confagricoltura mostrano che il 92,3% del territorio regionale è esposto a rischio di alluvioni. Oltre un decimo della regione (11,1%), inoltre, è a un rischio idraulico elevato. Per intenderci, la Lombardia – seconda nella graduatoria – si attesta al 7,8%. «La popolazione vuole sentirsi sicura: è un suo diritto», ha ribadito Bergamaschi. —
G.F.
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