Fuoriclasse/ “L’umanità non finisce” Il pensiero di Formiggini per non dimenticare
È un successo la ricostruzione teatrale in scena al San Filippo Neri grazie ai diciannove studenti del Corso Attore Internazionale di Ert
MODENA. Attori che cantano, chiacchierano, recitano e così tentano di alleviare le pene dalle giornate difficili dei migranti della Sea Watch. Angelo Fortunato Formiggini l’editore che ha rivoluzionato il modo di ridere si getta, il 17 novembre del 1938, dalla Ghirlandina suicidandosi.
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In una emozionante pièce teatrale che è ibrido, ricostruzione e lavoro di taglio e cucito, i diciannove studenti del Corso Attore Internazionale della Scuola Iolanda Gazzerro di Emilia Romagna Teatro Fondazione mettono in relazione queste due realtà che apparentemente appaiono così distanti. “Disturbatori dalla contemporaneità” si inseriscono nel racconto di vita del Formiggini, specchio degli anni della promulgazione dei provvedimenti per la difesa della razza che sconvolsero e travolsero la vita degli ebrei italiani, restituendo uno spaccato del nostro paese e della nostra città ed evidenziando le relazioni tra il passato e la realtà.
«Ricordare per attualizzare», queste le parole di Massimo Vazzana e Marica Nicolai che illustrano il processo creativo che li ha portati al montaggio dello spettacolo rappresentato presso le sale del San Filippo Neri il 30 gennaio scorso. La necessità di mostrare il passato non come leggendario ma riconoscerne le dinamiche umane e calarle sul presente è stato la fiaccola portata avanti dagli attori che in questo frangente si sono anche occupati del lavoro di scrittura a più mani per produrre il risultato finale. «L’umanità non è finita, l’umanità non può finire, l’umanità non finirà mai», scrive in un epigrafe Formiggini le cui parole accompagnano i diciannove giovani ragazzi in questo percorso di presa di coscienza riguardo il passato ma con uno sguardo puntato sul presente per analizzarne le dinamiche. Il ridere è l’arma più potente, lo aveva capito Formiggini, la cui vita fa da filo conduttore dello spettacolo, e oggi allo stesso modo lo comprendono gli studenti attori di Ert.Un finale amaro ma dalla spinta propulsiva, lascia spazio alla speranza con l’appello degli attori a una realtà a loro molto vicina, quella degli allievi dell’Accademia di Teatro Inda di Siracusa che a titolo puramente personale si stanno occupando di sostenere i profughi della nave Sea Watch. Volti emozionati e commossi nel pensare che non solo l’arte possa ancora svolgere un ruolo attivo e pratico nella propria comunità e nel mondo, ma anche che la predizione del Formiggini riguardo un’umanità che mai potrà finire possa rivelarsi finalmente vera. —
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