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Fuoriclasse/ La criminologia ai raggi X «È uno studio sull’individuo»

Matilde Inzoli Govoni Francesca Rompianesi
Fuoriclasse/ La criminologia ai raggi X «È uno studio sull’individuo»

Roberta Frison all’Istituto Meme presiede una scuola europea «Non sempre i colpevoli sono malati. Dobbiamo studiare tutti i giorni» 

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MODENA. Fascino e diffidenza. Con queste due parole Roberta Frison descrive la reazione delle persone quando pensano alla criminologia, ambito in cui lavora all’istituto Meme, in collaborazione con l’Universite Europeenne Jean Monnet di Bruxelles. «È come quando davanti ad un incidente tutti si sporgono con curiosità ma nessuno ha il coraggio di avvicinarsi troppo».

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In cosa consistono le scienze criminologiche?

«Il corso di specializzazione si articola in tre principali settori: criminologia, criminalistica e tecniche investigative. Il primo è legato all’analisi dell’individuo attraverso perizie e criminal profiling; il secondo si occupa dello studio dell’ambiente, anche virtuale, in cui avviene il crimine. Infine il terzo comprende sia la parte investigativa che la ricostruzione delle testimonianze».

Molto spesso il lavoro del criminologo è visto come poco realistico. Perché quindi intraprendere questo tipo di carriera?

«La multidisciplinarietà è una delle sue caratteristiche principali in quanto questa professione abbraccia molti ambiti come quello giuridico, scientifico, sociologico e psicologico. Purtroppo è una professione che in Italia è ancora molto sottovalutata, tanto che nel 1992 sono stati chiusi tutti gli atenei di laurea».

Qual è il futuro della criminologia in Italia?

«Io mi auspico buono, spero che questa professione venga sostenuta maggiormente perché, mi sento di dire, il supporto oggi è a volte carente sotto alcuni aspetti. Grazie allo studio delle scienze criminologiche invece è possibile arricchire varie figure professionali. E’ un lavoro che richiede un continuo aggiornamento e studio in quanto i crimini e i relativi comportamenti criminali sono sempre diversi».

In criminologia qual è lo stigma più presente?

«Uno dei pregiudizi più comuni è quello di associare il criminale al malato di mente. Invece la criminalità non è sempre parallela al disturbo mentale, così come le persone che soffrono di malattie importanti non hanno sempre a che vedere con comportamenti criminali. Ad oggi mancano i mezzi e gli strumenti per il recupero di molti di questi soggetti». —

Matilde Inzoli Govoni

Francesca Rompianesi

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